lunedì 21 febbraio 2011

Io sono me stesso!


C'è un'età ideale in cui un bambino può cogliere la bellezza dell'unicità? Secondo me non è mai troppo presto, anche perché poi, andando avanti, l'unicità di ciascuno viene attentata, provata e infine assassinata da tante conformità che inglobano, sviliscono, volgarizzano. Quindi meglio esserne consapevoli prima che dopo, in modo da poterla fortificare e proteggere.

C'è stato un signore che ha raccontato fiabe delicate, che ha colorato di tinte vivaci la quotidianità e così facendo l'ha resa preziosa. Un signore che, con un sussurro, sembrava che parlasse proprio con te e di te. Un signore che ha insegnato ai bambini a coltivare i propri sogni, a nutrire le proprie inclinazioni, a non cedere alle tentazioni dell'omologazione. Lo ha fatto con disegni basici che non rappresentano la realtà ma la evocano, in modo che ognuno possa darle la forma che vuole. Questi bambini non hanno ancora idea del regalo che ha fatto loro, ma lo scopriranno più avanti e, quando sarà necessario e quando meno se lo aspettano, ricorderanno quelle forme e quei colori, e il messaggio che portavano con sé. E infine ricorderanno il suo nome. Leo Lionni.


Ci sono favole che proprio favole non sono. Una di queste è Pezzettino, un bellissimo libro illustrato di Leo Lionni edito da Babalibri.
Che cosa può fare un Pezzettino di Qualcosa, se non sa di quale Qualcosa fa parte? L'unica idea che gli viene in mente è andare alla ricerca di quel Qualcosa, sulle montagne, in fondo al mare e infine nella grotta del vecchio saggio che lo manda nell'isola Chi-Sono. Qui Pezzettino, esausto dal tanto cercare, cade e si rompe in mille pezzettini. Così scopre che lui non è parte di Qualcosa, ma è un Unico, e dopo aver remato tutta la notte per tornare a casa, annuncia orgoglioso ai suoi amici che io sono me stesso. Loro non sono sicuri di aver proprio capito, ma quello che hanno capito con certezza è che Pezzettino è felice. E così sono felici anche loro.

In questo semplice racconto è racchiuso tutto quello che in trentasei anni ancora non sono riuscita a imparare.

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