venerdì 7 dicembre 2012

Dal bagno sono un'ottima madre


Sono stati sette anni di gioie e di conquiste. Di stanchezza e frustrazione. Sette anni di parole in piena, richieste continue e continue autoaffermazioni, Sono sette anni che non riesco più a stare da sola, a serntire i miei pensieri, a farmi delle domande, anche sceme, qualunque cosa provi che nella mia testa è acceso ancora un barlume di consapevolezza e di capacità di autoanalisi. Sette anni che ho messo il pilota automatico e vado avanti a microtraguardi, come Homer quando vede una Duff.
Ma in questi anni ho imparato a rivalutare e sfruttare al meglio gli spazi segreti che la casa mi offre. Li uso per nascondermi, per fare la pausa caffè, staccare la spina e godermi la mia compagnia.
Prima di avere figli il mio luogo d'elezione era la cucina: lì facevo tutto tranne quello per cui era naturalmente preposta, fare da mangiare. In cucina studiavo, mangiucchiavo, chiacchieravo, telefonavo, baciavo. La cucina era tutto quello di cui avessi bisogno in una casa.
Ma da sette anni il mio luogo d'elezione è un altro.
Adesso ho una cucina non abitabile e tutti gli altri spazi sono invasi dai vessilli della guerriglia nanesca.
L'unico posto che posso ancora considerare un porto franco è il bagno.

E in bagno ormai passo parecchio tempo.
In bagno leggo, in bagno tuìtto, faccio lunghe docce, ma soprattutto penso e mi pongo delle domande, sempre le stesse da 38 anni, molto basilari a dire il vero, ma quelle giuste per reinstaurare un rapporto con me stessa, ché è molto facile perdersi di vista, non riuscire più a leggerci dentro, e di conseguenza mettere in discussione il  rapporto con noi stesse e poi magari alla fine pensare ma chi me l'ha fatto fare di mettermi con quella? Soprattutto in bagno ricarico le batterie e divento quell'ottima madre che vorrei essere e che nell'ultima mezzora si era un po' appannata.

- Mamma dove sei?
- In bagno.
- Ancooora? Ma stai bene?
- Benissimo nana.
- Ma allora che ci fai sempre in bagno con la stufa accesa?
- Penso e per pensare ho bisogno di calduccio.
- Ma non puoi pensare qua fuori?
- No in realtà mentre penso ne approfitto per fare anche quello che devo fare.
- Mamma io ti porto dal dottore, non è che ti sei presa il virus cosointestinale?
- No nana tuttapposto, anzi adesso schiaccio un pisolino.

L'unico inconveniente del rintanarsi spesso in bagno sono le conversazioni fuori dalla porta.
Ma intendo ovviare con un sistema di insonorizzazione totale.

2 commenti:

  1. Nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
    Francesco Guccini

    RispondiElimina

ShareThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...