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lunedì 11 luglio 2011

Veleggiando in acque trasparenti

stamattina il mare è calmo e limpido. come me. strano perché spesso mi sento burrascosa e sporca, ma non di quella sporcizia chimica e innaturale, direi più simile alla sabbia che viene rimestata dal fondo, quando le onde sono troppo violente per lasciarla riposare al suolo.
oggi invece sono calma e limpida. direi quasi piatta, e mi manca quel torbido inquieto che risale da chissà dove, perché le acque trasparenti mi rendono sospettosa, come se mi nascondessero qualcosa, come se tutta quella trasparenza contenesse veleni altrettanto limpidi, ma non certo innocui.
ecco io mi sento trasparente ma non innocua.

come se mi mancasse qualcosa.

come se fossi uno strano pesce a cui è negato perfino il diritto di essere pescato, mentre il peschereccio si allontana con reti colme di anime alla deriva, uccise da un eccesso di vita e di libertà.

Teatro all'aperto

domenica 10 luglio 2011

Fatine No Tav

Fino a non molto tempo fa, direi più o meno la settimana scorsa, ero convinta di essere stata in una vita passata una fata dei boschi. Perché nei boschi mi sento al sicuro e a casa come in nessun altro posto al mondo. E poi diciamocelo è meglio pensare di aver vissuto una vita da fata dei boschi che da nano da giardino...
Se il sangue non è acqua, forse Mia ha raccolto la mia eredità:

- mamma che cosa sta facendo quella ruspa?, perché sta buttando giù tutti quegli alberi dietro casa nostra?
- perché probabilmente il comune ci vuole fare un parcheggio.
- cooosa??? ehi voi fermatevi, smettetela, non potete farlo, li state uccidendo. Non avete rispetto per chi li ha seminati!!??? Basta!!! Ho detto baaastaaaa!!!!!
- nana è inutile che te la prendi con loro, non sono loro a comandare e probabilmente vengono anche pagati una miseria per stare sotto il sole undici ore al giorno.
- Non ce la faccio più, non posso più vivere in queste condizioni, me ne devo andare....

Se tutti i bambini che la pensano come lei oggi, domani decideranno di restare, allora forse questo paese avrà una speranza...

Ps: so che la foto lì a sinistra non è perfettamente esplicativa del titolo e del contenuto, dal momento che è chiaro che Mia non si trova in un bosco del Trentino ma in un banalissimo prato diciamo a nord di Milano e che non è ritratta in mezzo ai manifestanti della Valsusa... ma quell'arcobaleno che le si materializza dietro dal nulla mi sembrava perfetto per un pensiero di speranza.

Palme in Cornovaglia

sabato 9 luglio 2011

Filastrocche ad Arte

Impara l'arte e mettila da parte, recita un vecchio ma non certo saggio detto.
Credo che si riferisca agli esponenti dell'età adulta e alla scarsità di sbocchi che un'attività creativa può garantire a livello professionale. Sostanzialmente ti dice: è bello saper dipingere, creare forme a partire dall'informe, saper comporre sinfonie armoniose, o un'opera letteraria. Provaci, se ne ha voglia e pensi di aver talento. Poi però è meglio che tu vada a fare il commercialista.
Se questo può essere un ragionamento sensato se applicato a un individuo di trentacinque anni, di certo non lo è per un bambino. Per i bambini è tutta un'altra storia.
L'arte è la possibilità di immaginare, di creare mondi, di giocare con le immagini, di aprire gli occhi e la mente per vedere quello che altri non riescono a vedere. E in questo un bambino è imbattibile. Quindi non è mai troppo presto per imparare a conoscere, ad apprezzare, a vedere l'arte.
Il libro illustrato Filastrocche col pennello di Massimo Montanari, edito da Almayer Edizioni per la collana Asino chi legge, aiuta i piccoli lettori a entrarci dentro a piedi uniti, a viverla, a sguazzarci come se fosse un lunapark. La riproduzione di dipinti famosi si specchia in un gioco di rime e filastrocche che non hanno la pretesa di spiegare, ma quella di stimolare, di incuriosire, di esortare a guardare con gli occhi dell'immaginazione, accompagnando il bambino a interpretare il quadro specchiando in esso il suo mondo fantastico, fatto di mostri, di fate, di sogni, di giochi e danze. Così Magritte, Chagall, Mirò, Ernst, Picasso, Kandinskij, Van Gogh diventano dei maestri di cerimonia, degli amici che aprono davanti al bambino squarci di Infinito e di Bellezza, che poi è ciò che gli appartiene di diritto dalla nascita e che va perso inesorabilmente col passare degli anni.

venerdì 8 luglio 2011

Idiosincrasia

Definizione1 Avversione, insofferenza per qlcu. o qlco. 2 med. Intolleranza patologica dell'organismo verso particolari sostanze


Applicazione: Provo una forte insofferenza nei confronti dell'espressione "e tuttavia", poiché ritengo - non so se a ragione o a torto - che tuttavia sia autosufficiente e quella e non aggiunga nulla, nemmeno una sfumatura, al suo significato. Tuttavia, sono molte le parole per cui nutro un'idiosincrasia, quindi, forse, è solo un problema personale, il mio. La psicanalisi mi potrebbe aiutare? Naaa.   

Elenchi d'estate - I


Ogni anno, prima di partire per le vacanze, stilo elenchi di cose che vorrei portare con me. Ovviamente tutto l'abbigliamento che può essere utile al clima di destinazione e agli imprevisti, ma soprattutto liste di libri che vorrei leggere in vacanza. Si tratta generalmente di elenchi poco realistici, perché mica vorrai passare due settimane a leggere e basta? Da quando poi è nata la Bimba, sono elenchi puramente teorici, che servono a far cambiare aria ai volumi, qualcuno nuovo, qualcuno impolverato in libreria.
Comunque rimane un piacere immaginare il mood che si avrà in vacanza, pregustare la lettura adeguata a quella situazione, poi cercare fisicamente in libro (in libreria negozio o libreria scaffale), stringerlo tra le mani, apprezzarne al consistenza cartacea, annusare l'odore delle pagine e della legatura...

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