martedì 4 giugno 2013

Cose che ho imparato dopo un bilancio fallimentare

I bilanci arrivano quando meno me li aspetto.
Magari mentre sto facendo la spesa, insieme al conto da pagare. O quando sto brindando a un compleanno, insieme alle bollicine che butto giù tutte d'un fiato.
Quello che voglio dire è che non mi sono mai messa lì a pensare: - Bene adesso tiriamo un po' due somme, non è nel mio carattere. Io non giro con la bussola, io navigo a vista. Ed è per questo che i bilanci mi colgono sempre impreparata e ho bisogno di molto tempo per smaltirli. Normalmente insieme al bilancio arriva anche una crisi e con la crisi la necessità di isolarmi. Quando riemergo ho bisogno di leggerezza, perché nel frattempo i miei passi si sono fatti pesanti; ho bisogno di aria tersa e limpida perché nel frattempo il mio sguardo si è offuscato.
Ed è lì che vengono in mio aiuto le piccole lezioni che strappo alla vita, i suoi insignificanti segreti che ai miei occhi diventano portatori di verità assolute.

Ecco le cose che ho imparato dopo un bilancio fallimentare.

Ho scoperto che chi indossa i suoi accessori preferiti solo per stare un paio d'ore con te, quella è un'amica del cuore. Astenersi perditempo.



Ho scoperto che a volte è bello anche lasciarsi guidare. E poi fare di testa propria


Ho scoperto che per noi solo sport über-class


Ho scoperto che quella che noi chiamiamo casa spesso è uno dono che abbiamo scartato troppo in fretta e che non abbiamo saputo apprezzare


Ho scoperto che ogni toccata non significa per forza una fuga


Ho scoperto che i ritagli di cielo, quelli che si conquistano a fatica, sono quelli per cui vale la pena. Sempre.


Ho scoperto che ciò che mi fa amare la mia città sopra ogni altra è esattamente quello che me ne ha allontanato. Una ritrosia timida e altezzosa che concede la propria luce a stento e solo quando è realmente necessario, allenando lo sguardo a considerare l'orizzonte nient'altro che un punto di partenza.

5 commenti:

  1. Oddio. Quanta bellezza in questo bilancio fallimentare.
    Ma sei proprio sicura fosse così "fallimentare"???

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    Risposte
    1. ehm, magari non proprio fallimentare fallimentare, ma un po' moscio, quello sì

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    2. Moscio o doloroso?
      Il dolore a volte rende mosci, poi morbidi e malleabili e poi nuovamente belli turgidi.
      Con delle scoperte così, mi piace immaginarti in via di solidificazione.
      (che commento contorto, spero di essermi spiegata)

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    3. sai che è proprio come dici tu? mi piace pensarmi in via di cicatrizzazione, ma ogni dolore è a sé e le cicatrici hanno bisogno di aria per rimarginarsi

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