lunedì 16 dicembre 2013

Desiderio di Natale - prima!


Un triste dato di fatto, di questi tempi Internettiani, è che si vede proprio che non siamo più capaci di scrivere.
Prima, tanto tempo fa, una volta usciti da scuola non avevamo modo di valutare la grammatica degli altri. Oggi sì.
Un altro post sulla grammatica?
No, tranquilli. Oggi parlo di toni. In particolare dell'ironia.

ironia

[i-ro-nì-a] s.f.1 Atteggiamento di bonaria irrisione, di superiore distacco dalle cose:osservare le vicende umane con i.
  • 2 Messa in ridicolo, sarcastica deformazione di una cosa, di una persona, di un concetto ecc.: fare dell'i.; scherzo crudele, beffa: per i. della sorte
  • 3 Dissimulazione del proprio pensiero o della verità, affermando il loro contrario o parzialmente nascondendoli; costituisce anche una figura retorica
  • • sec. XIV
A volte l'atteggiamento ironico è una specie di scudo grazie al quale riusciamo a farci avanti in mezzo agli altri, per farci meno male in caso di scontro. Certo, uno deve essere un po' ironico per indole, ma l'uso poi di quel tono è un modo per non mostrarsi mai troppo.
Magari siamo riservati per quanto riguarda i sentimenti, e allora facciamo ironia sulla nostra situazione matrimoniale.
Oppure siamo riservati riguardo alla nostra ineffabile bellezza (??) e allora siamo ironici sul nostro aspetto fisico. 
Cose così. Tra amici. Per essere sinceri, sempre, ma senza prendersi troppo sul serio. 
Ecco la questione. Prendersi TROPPO sul serio.
Purtroppo i new media non ci hanno aiutato in questo, perché scrivere abbatte le barriere. Non che la cosa sia un male in sé, ma come ogni mezzo è poi l'uso che se ne fa a renderlo diabolico.
Non so se vi capita mai di assistere a super sviolinate su facebook, ad autosviolinate (peggio ancora), è tutto una dolcezza, bellezza, è tutto stupendo, il massimo, strepitoso... Io credo di essere una persona positiva, mi piacciono le cose belle e mi piace condividerle. Però ritengo che a furia di usare parole di maximo gaudio per la più piccola scemenza si ottenga il nefasto risultato  di svuotare quelle parole di senso.
Il bello va condiviso, ma anche conservato con cura. L'abbraccio (anche virtuale) ha più valore quanto più è riservato. Insomma, se bacio tutti è come se non baciassi nessuno. No?
Ora che si avvicina Natale, vi prego, siate buoni anche con la bontà e la bellezza. Preservatele. Dentro. E automaticamente quelle vi illumineranno anche fuori.
Da parte mia, per questo Natale, chiederò più ironia per tutti.
Be joyful!

2 commenti:

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