martedì 25 febbraio 2014

Cose strane che mi succedono


Il mondo è strano, ma forse io lo sono ancora di più. Ultimamente mi capitano cose bizzarre, che non dovrei sottovalutare.
Per esempio:
- La macchinetta del caffè in ufficio si rifiuta di erogare orzo nel mio cappuccino. (Poi mi arriva un'e-mail anonima che dice: apprezza la coerenza di una macchinetta del caffè che non sarà mai e poi mai una macchinetta d'orzo!)



- Incontro una collega in ascensore che mi chiede sibillina "Tutto bene?", e io rispondo "Sì" senza avere il coraggio di guardarla in faccia, per paura che si trasformi proprio lì, davanti ai miei occhi, in quello spazio angusto, nel Dottor Zero di Fantaman e si metta a gridare: "Il mondo è mio... il mondo è mio...".
- In treno mi si siede accanto un tipo che odora di incenso. Non è un prete (e non è nemmeno uno yogi, perché si mangia le unghie). Si tratta forse dell'odore del mio metaforico funerale professionale? Un segno del fatto che in ufficio hanno proprio deciso di darmi l'estrema unzione? Scusate, ma io preferirei un biglietto aereo per Londra, che di questa stagione è meravigliosa.
- Prendo un caffè da asporto la mattina, nello stesso bar gestito da anni da una gentile famiglia cinese. Ogni mattina rischio di rivolgermi alla signora dicendo "da poltale via", e so che prima o poi mi succederà, è solo una questione di tempo.
E mi fermo qui, non vi sto a parlare della spia luminosa del televisore spento, che ogni tanto, di sua spontanea volontà, diventa verde, come se qualcuno avesse acceso la TV. Ma il telecomando è lontano da tutti. Poi, come è rinverdita, arrossa.
Che dite, vado a farmi una nuotata a Lourdes o mi affido a uno psicologo junghiano?

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