mercoledì 9 gennaio 2013

Le creazioni di Julia Pott per arginare piccole emorragie ventricolari

Eccoci tornate.
Per quanto mi riguarda, con un po' di difficoltà a dire il vero perché questo inizio d'anno non è stato promettente come speravo. Qualcuno però mi ha fatto giustamente notare che non c'è rottura tra un anno e un altro, ma solo un fluido passaggio, una naturale continuazione di ciò che ci portiamo appresso, grezzi fardelli di malinconia, piccole gemme di speranza e buonumore, brandelli di cuore lasciati andare, e colorate toppe venute a prendere il loro posto, perché sono convinta che ogni buco del cuore non si rimargini da solo ma che abbia bisogno del nostro consistente aiuto e delle nostre preziose dita per rattoppare ferite antiche o recenti. Insomma noi siamo i principali artefici non solo del nostro destino, ma delle toppe del nostro cuore. Fosforescenti, trasgressive, cupe, giocose, patchwork, stilose, ma tutte decisamente heartmade.

Questa mattina ci ha pensato Julia Pott a coprire una micro ferita recentissima, una di quelle di cui quasi non ti accorgi, ma che stilla piccole lacrime di sangue con cadenza regolare e crudele, e così d'improvviso ti ritrovi quasi dissanguato senza nemmeno esserti reso conto di essere stato colpito.




Lo ha fatto con i suoi disegni agrodolci, poetici e devastanti, in cui la solitudine di ognuno di noi viene messa a nudo e scarnificata. Julia riesce a tirare fuori dalle nostre vite alienate il bambino triste che ciascuno di noi è stato, il dolore per un amore tangibile eppure impossibile, la sofferenza di essere stati fraintesi - quando non incompresi - la certezza che, pur essendo spesso vicini gli uni agli altri, le nostre dita non si sfiorano, i nostri cuori non si accettano, anche se le nostre anime si invocano.






Julia Pott, come tutti i veri talenti, ha sempre saputo fin da piccola chi voleva diventare. Sostenuta dalla presenza incoraggiante ma non ossessiva della madre, insieme alla quale realizzava splendide favole a quattro mani prima di andare a dormire, Julia si è laureata nel 2011 al London's Royal College of Art  con un master in Animazione e ha iniziato a dare vita ai suoi sogni. Adesso abita a Brooklyn - già perché non ve l'ho detto che la madre perfetta è americana e che lei passava tutte le sue estati da bambina negli Hamptons? - e, oltre alle illustrazioni, realizza corti animati bellissimi e strazianti - Howard e Belly del 2010 e del 2011 riassumono tutte le sue potenzialità espressive - tatuaggi, vetrofanie per Hermès, magliette, collabora con l'Huffington Post e nel 2012 è stata nominata tra le 25 New Faces of Independent Film by Filmmaker Magazine, 2012.

E nonostante tutto deve essere una tipa simpatica e gran compagna di bevute.
Insomma io ne sono totalmente innamorata.








>>>> Qui trovate tutte le informazioni su di lei e sul suo lavoro.
Io intanto corro a lustrarmi gli occhi con qualche nuova toppa da usare per celare le ultime ferite causate dai miei brevissimi, ma sempre più frequenti, momenti di cocente lucidità.





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