martedì 28 gennaio 2014

Storielle al contrario


Ordnassela viveva in un paese che si chiamava Oirartnoc.
A Oirartnoc le cose non andavano esattamente per il verso giusto. Anzi andavano proprio per il verso rovescio. E Ordnassela era felice.
Era felice perché il divano si sdraiava sopra di lui e, quando era ora di andare a letto, Ordnassela poteva ribattere che non poteva alzarsi finché il divano non si fosse deciso ad andarsene a letto nel proprio divano letto.
Era felice perché durante l'estate i suoi genitori lo sgridavano se lo vedevano fare i compiti. Ma non poteva fare come facevano tutti gli altri - lo redarguivano - andare in bicicletta o rotolarsi giù dalle colline? I vicini che cosa avrebbero pensato?
A Oirartnoc i bambini non andavano al cinema per guardare i film, ma erano i film a guardare loro. E alla fine, quando i titoli di coda scorrevano al buio, si commuovevano anche un po'.
Durante l'intervallo, a scuola, le maestre giocavano a pallone, mentre i bambini bevevano caffè. Si divertivano così tanto, quelle maestre, che poi non volevano mai rientrare, - uffa ancora cinque minuti! - ma signora maestra, è tardi, dobbiamo imparare!




C'erano anche dei problemi, a Oirartnoc. Le cioccolate calde mangiavano i bambini ed era una faccenda piuttosto pericolosa. Ma, come tutti i bambini ben sapevano, si poteva risolvere facilmente andandosi a nascondere vicino a un luogo rovente, un termosifone o la stufa per esempio, perché la cioccolata una volta era stata dimenticata sul fuoco e si era bruciata. Ed era rimasta scottata, poverina!


A volte, dalle 14 alle 16, i bambini venivano sgridati se non facevano abbastanza rumore. quello era l'orario di riposo degli anziani, a loro sarebbe toccato il turno successivo, quello dalle 17 in poi, quindi perché non facevano un po' di casino scorrazzando sullo skate o tirando il pallone contro le serrande abbassate dei negozi?

In fondo, si stava davvero bene a Oirartnoc e tutto andava come doveva andare. Cioè al contrario.
E poi cosa è successo?
Che ne è stato di Oirartnoc?

Questo non c'è scritto nel delizioso libro di Vivian Lamarque, Storielle al contrario, edito da Einaudi Ragazzi.
Posso provare solo a fare delle ipotesi:
Come si è estinto Oirartnoc?
Perché non ce n'è più traccia?

Ipotesi A: Un meteorite è caduto sulla terra centrando proprio Oirartnoc e preservando tutto il resto.
Ipotesi B: Qualcuno una mattina si è svegliato e si è accorto che in qualsiasi altra parte del mondo le cose andavano molto diversamente, ha indetto un'assemblea e tutti si sono trovati d'accordo sul fatto che quelli sbagliati dovevano per forza essere loro e che avrebbero fatto meglio ad adeguarsi prima che GLI ALTRI si accorgessero della loro diversità.
Ipotesi C: Edivad, un bambino che ancora non sapeva leggere bene, ha sbagliato a sillabare il proprio nome. Agli adulti quel nome letto al contrario, DAVIDE,  è piaciuto moltissimo ed è così che hanno iniziato a ribattezzare ogni cosa al contrario. Ma si sa che l'essenza di ogni cosa o emozione è racchiusa nel proprio nome. Ed è così che Oirartnoc è diventato Contrario e le cose sono tornate a essere come erano dappertutto.

Come sia andata non lo sapremo mai.
So solo che mi sarei trovata bene a vivere a Oirartnoc, perché anch'io sono molto sgolosa e trovo che mangiare patatine fritte alle sette e mezza prepari egregiamente lo stomaco a gustare la cena che arriverà.

Le illustrazioni che accompagnano le storielle di Vivian Lamarque sono di Anna Laura Cantone.
Il sito di Anna è in costruzione, ma se fate un giro su Pinterest troverete meraviglie come queste







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