venerdì 24 gennaio 2014

#talktoyourdaughter

* Con questo post di #it'sohsoquiet partecipo anche all'iniziativa di Claudia Porta che sul suo blog lancia un appello contro la massificazione dell'infanzia e dell'adolescenza, ci costringe a guardarci negli occhi e a parlare con le nostre figlie. Perché c'è già chi lo sta facendo al posto nostro.
Ne saprete di più visitando il blog La casa nella prateria e cercando sui social network l'hashtag #talktoyourdaughter


Ehi voi due,
comincerei col dire a chi vorrei che voi NON assomigliaste.


Vorrei che non assomigliaste a me.
E non perché non mi piaccio, sia chiaro. Anzi, ritengo di essere un buon esemplare tra tutti quelli che vedo in circolazione.
Ma perché troppe volte sono caduta nella tentazione di imporvi o anche suggerirvi un modello. Perché vedo tanti figli rovinati dalle aspettative dei genitori. Aspettative non realistiche, magari eticamente ineccepibili, ma modellate sulla propria fisionomia, sui propri gusti, sui propri interessi. Avere delle mini-me che girano per casa sarebbe svilente per voi e anche un po' inquietante per me. In ogni caso sono sicura che non ci sarà bisogno di ricordarvi questo punto, quando sbatterete la porta urlando piuttosto che diventare come te mi faccio suora!

Vorrei che non cercaste di assomigliare a persone che stimate solo perché sono popolari. Il concetto di popolarità è talmente evanescente e transitorio che non vale nemmeno la pena fare tanta fatica per adeguarsi. So che questo è un concetto che dai 13 ai 23 anni vi sarà oscuro, ma vi prego, credetemi sulla parola. Cercate di non boicottare voi stesse.

Vorrei che non assomigliaste a nessuno, col concetto di originalità ci si riempie la bocca, ma in realtà le persone che riescono davvero a essere solo loro stesse sono molto poche. E sono sicura che siano quelle più libere.

Tuttavia, se proprio volete assomigliare a qualcuno, vi lascio qualche spunto.
Ci sono donne che riescono a riempire lo spazio solo della loro presenza. Donne che non hanno paura di concedersi in ogni cosa che fanno. Donne che mettono la loro vita al servizio dell'arte. Donne che sanno comunicare così intensamente da coinvolgere l'interesse delle persone per tre mesi consecutivi.
Donne come Marina Abramovic, che ha camminato per novanta giorni lungo la muraglia cinese solo per dire addio all'amore della sua vita. Perché ogni fine deve essere celebrata per il solo fatto che presuppone un nuovo inizio.





Poi ci sono donne come Artemisia Gentileschi, che quasi quattrocento anni fa si è saputa imporre in un mondo prevalentemente maschile e misogino come quello della pittura solo grazie al proprio talento e alla propria audacia. Spero che vi parleranno di lei a scuola. Ah, no dimenticavo, non lo faranno perché qualche giorno fa l'Italia ha detto no all'insegnamento della storia dell'arte nelle scuole superiori. Marginale, secondo loro. Indispensabile, secondo me. Suicidio programmato, sempre secondo me.
Se sarete curiose, fatemi delle domande e vi racconterò quello che so. Vostro nonno mi ha insegnato ad amarla, e lui era uno che sapeva riconoscere il talento anche negli anfratti più bui.



Vorrei che assomigliaste alla vostra bisnonna paterna, Carmen Lavello, che se ne fregava delle convenzioni e quando mio nonno, ancora suo fidanzato, le scriveva per lettera che sì insomma non stava bene che lei se ne andasse in giro da sola in bicicletta e giocasse a tennis, lei gli rispondeva che sì insomma, o si prendeva tutto il pacchetto o quella era la porta. Mio nonno il pacchetto se l'è preso e ci ha fatto pure quattro figli. Maschi, ironia della sorte.

Vorrei che sapeste che la perfezione non esiste, ma esiste l'idea della perfezione spacciata sulle riviste, in televisione, mentre mangiate, uscite da scuola, siete sull'autobus, quando vi sentite più al sicuro. E questa idea si infiltra nel vostro cervello ed è sempre più difficile rimuoverla, è lì per uno scopo, è lì solo per vendervi qualcosa. Qualcosa che per voi è un sogno e per loro solo un prodotto.
Esserne consapevoli è il primo passo per liberarsene.
La consapevolezza vi salverà.

Ecco perché ho voluto fortemente partecipare all'iniziativa di Claudia.
Perché non c'è un momento giusto per preoccuparsene, perché non serve rimandare e pensare che tanto ci vorranno degli anni prima che...
Sbagliato!
Bisogna combattere ogni giorno, scendere in trincea ogni giorno. Perché le aziende non aspettano, sono già al lavoro e le stanno crescendo a loro uso e (soprattutto) consumo.

Le star non sono perfette. 
La cantante Boggie mostra le illusioni del fotoritocco in un video.

5 commenti:

  1. bella iniziativa, molto interessante. io ho 2 maschi ma ci penserò

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    1. serena, se tu hai due maschi hai doppia responsabilità. Non li crescere nella bambagia, lascia che si sporchino le mani, non esonerarli da qualcosa, compito o attività, che tu ritieni non adatto alloro essere (futuri) uomini. Fai in modo che ti amino senza venerarti, e non dire mai, mai le lasagne come le fa tua mamma non le fa nessun'altra.....

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  2. mamma mia il video è impressionante non pensavo si potesse fare così tanto.

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    1. gli effetti del video sono dati semplicemente dal trucco, ma mimano perfettamente quello che si può fare con un serio programma di ritocco fotografico

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