martedì 18 marzo 2014

Genova, mon amour! Di mare, cinema, teatro e una notte nei vicoli

Lo scorso weekend sono tornata a casa. A Genova.
Le 48 ore appena trascorse mi hanno lasciato in dote:
il sole
il mare
la leggerezza
una congiuntivite (si sa che non 'è gioia senza dolore, se bella vuoi apparire un poco devi soffrire, senza la pioggia non ci sarebbe l'arcobaleno e tutta quella schiera di consolazioni vetero ecclesiastiche che in 13 anni di preti si sono radicate dentro di me come l'amore indiscusso per Raffaella Carrà e il suo mai dimenticato gioco dei fagioli).



Sabato io e Federico avevamo la serata libera. Cinema! ci siamo detti senza esitazione. E dopo aver superato brillantemente la prova della scelta - io proponevo Ida e lui Snowpiercer - ed esserci accordati per un democristiano Her, ché Spike Jonze mette d'accordo un po' tutti, ci siamo avviati. Siamo arrivati giusto in tempo ma i posti erano esauriti. Erano anni che non trovavo il tutto esaurito in un cinema. Forse erano anni che non andavo a vedere un film che anche altre persone volessero vedere.
Quindi in sostanza questo post è la storia di una recensione mancata.

Abbiamo cominciato a vagare per i vicoli del centro storico. Io amo camminare senza avere una meta, mi ci sento a mio agio. Passando da Vico San Matteo 


e arrivati in piazza Campetto, ci siamo infilati in piazza delle Vigne, per arrivare in Vico della Lepre. 



Lì, siccome la fame di cinema non mi era ancora passata - come quando hai voglia di mangiare a tutti i costi acciughe fritte e ti dicono che no, al massimo ti possono dare un'insalata di mare, che per carità è buona ma tu volevi le acciughe - ho notato con gioia e gaudio che al Teatro Altrove era in programmazione da lì a un'ora Il mondo perduto, una serie di brevi documentari girati da Vittorio De Seta tra il 1954 e il 1959 e restaurati dalla Cineteca di Bologna nel 2008 che raccontano la vita quotidiana e il lavoro nell'Italia insulare: pescatori, contadini, pastori e minatori in Sicilia e Sardegna. 
La mia proposta non ha generato alcun entusiasmo nel mio accompagnatore, ma almeno mi dà adesso la possibilità di raccontavi la storia del Teatro Altrove, ex Hop-Altrove che dopo varie vicissitudini ha riaperto i battenti nell'ottobre 2013 nella splendida cornice del Palazzo Fattinanti Cambiaso (XVI secolo). Questa rinascita è stata possibile grazie alla sinergia di sette realtà tutte attive sul territorio che già si erano cimentate in progetti di riqualifica nel Sestiere della Maddalena.

ph. Era Superba

ph. Era Superba

ph. Era Superba
Altrove Teatro della Maddalena è un centro multidisciplinare, orientato in modo particolare al teatro, ma con una programmazione che si distingue anche per la qualità della proposta musicale, cinematografica, nonché come luogo di sperimentazione e contaminazione artistica.
Accanto alla rappresentazione di spettacoli, Altrove è sede di una web radio, Radio Gazzarra, propone attività formative legate specialmente al cinema e al teatro (corsi, incontri e workshop con registi, attori, autori) e produce una parte consistente dei propri contenuti: dagli spettacoli teatrali, alle proposte eno-gastronomiche, dalla programmazione radiofonica agli audiovisivi, dagli eventi tematici ai momenti espositivi.

A queste attività si affiancano anche le proposte eno-gastronimiche del Bistrot: L’ Altrove si propone quindi come un luogo dove cibo e cultura diventano – insieme – il nutrimento di corpi e menti e come unpresidio di legalità e bellezza in un quartiere tanto centrale quanto marginalizzato nella vita cittadina.

Se volete conoscere la programmazione, i corsi, i workshop, molti dei quali dedicati anche ai bambini, visitate il loro sito >>>> qui.

Rassegnata a non poter saziare la mia fame di cinema, mi sono buttata sul vino.
Non potevo trovare di meglio. Nouvelle Vague, ristorante caffè eno-libreria, affianca a un'accurata selezione di vini e piatti della tradizione genovese e ligure, la possibilità di consultare e acquistare libri, avendo sempre un occhio di riguardo per le case editrici appena nate, le più grintose e creative.





Vino, cibo e libri, dunque.
Forse è proprio così che doveva andare.




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