lunedì 27 maggio 2013

Vegetablove. 12 storie d'amore

Lo ammetto, ho un disturbo ossessivo compulsivo nei confronti della cancelleria. Che detto così non sembrerebbe nemmeno poi tanto grave. I problemi nascono quando entro in una cartoleria qualsiasi e, dopo aver fatto un primo giro di ricognizione, inizio ad aprire i quaderni per aspirare l'odore della carta, provo tutte le penne per saggiarne il carattere - non c'è nulla che mi irriti più di quelle penne dal tratto avaro e riottoso - faccio scorrere i post-it fra le dita per ammirarne i cambi cromatici. Diciamolo pure, anzi facciamo proprio outing: io ho un rapporto carnale con la cancelleria.

Ora che siete a conoscenza di questi fatti, provate a immaginare il mio stato d'animo quando ho saputo che a Milano questo week end si sarebbe tenuta la prima mostra mercato interamente dedicata allo stationery design.
Ragazzeee si va alla mostra delle penneeeee.... Sì, due minuti dopo eravamo già in macchina e no, non ho trovato un modo più intelligente per tradurre iin lingua nanesca l'espressione "mostra mercato dello stationery design".


Writing - Design on your desk, il festival che si è chiuso ieri ai Frigoriferi Milanesi, aveva invitato aziende, designer e giovani talenti under 30 a interpretare e reinventare quegli oggetti che normalmente stazionano sulla nostra scrivania e che noi usiamo per scrivere, creare, immaginare, comporre o semplicemente far di conto. Un concentrato di delizie che vi voglio snocciolare davanti agli occhi come un rosario, una per una, lentamente.


A cominciare da Vegetablove, un progetto di Michela Grisi e Nicholas Bertini, che ci parla delle nostre paure, delle nostre debolezze, dei nostri sentimenti, solo che in questo caso i protagonisti non siamo noi, egotici catalizzatori di attenzione, ma la frutta e la verdura. Già perché anche se sezionati, dipinti e impressi su carta, i vegetali mantengono un loro carattere, una loro dignità. Ed è proprio a partire dalle caratteristiche intrinseche di ciascun ortaggio che sono nate le 12 stampe di Vegetablove sul tema delle relazioni: 12 piccole storie impossibili, complicate, tenere, ironiche, dissacranti. Una macedonia sentimentale, come la definiscono i suoi autori.








Ed è proprio vero che la lattuga è fredda, la fragola ha un retrogusto adolescenziale di baci rubati, il limone è destinato a rimanere da solo a causa di quella sua aria arrogantella e acida, mentre la cipolla, condannata a far piangere chiunque, non può certo essere un tipo allegro.

Ogni ortaggio sembra volerci ricordare, con la sua breve storia che diventa anche un po' paradigma, che se sei alla ricerca dela verità, soprattutto nelle relazioni sentimentali, faresti bene a frugare nei posti in cui non guarderesti mai, quei luoghi insospettabili dove nascondi tutto quello che non vuoi vedere, nella segreta speranza che si dilegui o semplicemente che non sia mai esistito. A cominciare dalla dispensa della tua cucina.

 
Vegetablove from Michela Grisi on Vimeo.

Nei prossimi giorni vi parlerò di una visual designer delicata e soave, perché solo chi sa disegnare un bisonte con tanta gentilezza può meritarsi questi appellativi. Non perdetevela!


4 commenti:

  1. Risposte
    1. già. e le idee più belle ed efficaci sono proprio quelle che ti fanno dire perché non ci ho pensato io!

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  2. Peperone e lattuga sono i miei preferiti, geniali

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