mercoledì 27 marzo 2013

La formula dell'amore PMP (post molto personale). Astenersi perditempo.


is all...

su twitter ci si domanda quali siano le regole fondamentali dell'amore. o almeno quelle necessarie a non far scoppiare la coppia.
partendo dall'assunto fondamentale che l'amore non è quello dei film. e nemmeno quello delle canzonette. e nemmeno quello che vedi nel prato del vicino, che non sia bene perché ci sembra sempre più verde, lucido, brillante, divertente di quello di casa nostra, vi racconto una storia.

lei non aveva alcuna intenzione di sistemarsi.
lui si era sistemato con una ragazza di un'isola lontana, completamente incurante del fatto che lì il segnale wireless non arrivasse.
lui e lei si incontrano. 
lei pensa che non assomiglia proprio per niente a matthew bellamy come aveva sperato ma che sì, tutto sommato ha il nasone ed è lungo lungo e magro magro come piacciono a lei. peccato per i capelli. lei li aveva richiesti.
lui pensa che lei sia goffa, che abbia un piumino troppo grande e i colori abbinati secondo i parametri braille.
lei pensa che lui sia stronzo.
lui no.
cominciano a frequentarsi, tanto non è una cosa importante.
lui pensa alla sua isola.
lei alle notti profumate che arriveranno.
stanno spesso insieme, anche troppo a dire il vero per una storia occasionale.
lui dorme tutte le notti a casa sua. non escono quasi mai, tanto visto che non hanno una relazione è inutile anche darsi un appuntamento. 
a letto si litigano le lenzuola e le coperte e hanno piedini nervosi come sandra e raimondo.
sono già passati quattro mesi. 
insieme vanno a barcellona.
le notti profumate arrivano ma lei non ci fa caso.
lui la porta nella terra di suo nonno e adesso vanno molto più d'accordo, perché fa caldo, le coperte non servono più.
dopo sei mesi pensano che non sia più il caso di importunare la coinquilina di lei e decidono che sì insomma, tanto vale vivere insieme. in attesa di altre isole e di altre notti profumate.
durante un viaggio a berlino lui le chiede di sposarlo. e lei gli dice di sì. perché le sembrerebbe scortese rifiutare e soprattutto perché gliel'ha chiesto in un meraviglioso negozio di palle di natale. allora un po' la conosce.
lei non crede nel matrimonio, ma improvvisamente ricorda di aver sempre detto che, se proprio proprio si fosse dovuta sposare, l'avrebbe fatto con uno che conosceva da poco. lei conosce lui da 10 mesi.
cambiano casa. una casa più grande in fondo alla strada dove abitavano prima e fanno il trasloco a braccia. 
lei è sempre stanca. il medico le dice che sì, insomma congratulazioni è incinta. 
lui sorride. lei scoppia  a piangere.
perché ha paura, è disorientata ma soprattutto perché il viaggio di nozze in Perù è saltato. si devono sposare tre giorni dopo.
nelle ore successive lei piange tantissimo. lui la guarda attonito.
a due giorni dal matrimonio lo stesso dottore che le aveva detto che aspettava un bambino le dice che lo sta perdendo.
eh no cazzo! pensa lei. 
il dottore le dice che deve stare a riposo, non può muoversi, nemmeno per andare al suo matrimonio.
col cazzo! pensa di nuovo lei. ha un vocabolario piuttosto ridotto in quei giorni.
i suoi genitori la trasportano nella sua città come una valigia, distesa nel sedile posteriore in preda al panico. sua madre avvisa i parenti che forse il matrimonio salta perché lei ha un attacco di appendicite. lei va a dire in giro a tutti che è incinta e non può andare in Perù.
il matrimonio si fa ma, a dispetto dell'abito bellissimo che la fa sembrare un uccello tropicale, è il più noioso a cui lei abbia mai partecipato. non può bere, non può ballare, non può camminare. ma che cazzo si è sposata a fare? con uno che conosce da 18 mesi, poi! 
passano due settimane, lei è in esilio forzato in una poco nota località di villeggiatura.
lì qualche medico poco accorto le dice che, sì mi spiace, ma ha contratto l'HIV.
lei pensa a un modo efficace per farla finita, non prima di aver accusato il nuovo marito di tradimento plurimo.
il suo medico al telefono le dice che in gravidanza i falsi positivi sono molto frequenti, non gliel'hanno detto al laboratorio di analisi? evidentemente no, altrimenti perché avrebbe avuto quella pietra al collo?
lei pensa che se quelle sono le premesse della loro futura vita insieme, il resto dovrà davvero essere una bomba.
sei mesi dopo non hanno ancora un nome per la loro bambina.
lei vorrebbe chiamarla Anita, o Nina. lui Alessandra. forse alla fine non è l'uomo giusto, pensa lei.
lei finisce in ospedale. la bambina deve assolutamente nascere. due mesi prima del previsto.
lei entra da sola in sala operatoria. lui è andato a prenderle il cambio pensando che la tengano soltanto in osservazione per la notte. 
quando torna gli fanno vedere una bambina piccolissima ma perfetta che non ha ancora un nome.
il nome lo scelgono insieme, senza alcuna esitazione. è la prima volta che non hanno dubbi.
dopo 30 giorni tornano a casa e non sono pronti. non lo saranno mai ma forse questa è la loro forza.
sono passati 23 mesi dal loro primo incontro.
lui la trova ancora goffa.
lei pensa ancora che sia uno stronzo. lo penserà più volte nei successivi sette anni.
ma sognano ancora di isole lontane e di notti profumate. e sono ancora liberi e audaci perché ogni giorno pensano a come possono rivoluzionare la loro vita. e a come possono evitare di preparare la cena.
non so se tutto questo si possa riassumere in una formula.
so solo che l'incoscienza ci ha salvato la vita.
    

11 commenti:

  1. No, va be', piango.
    Che belli che siete :)

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  2. Che storia bellissima, quindi sono passati sette anni?
    Allora avete un brevetto altro che una formula!

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  3. i lacrimoni... i brividini... il naso che cola... bastarda!

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  4. ieri ho imparato un paio di cose che voglio condividere con voi.
    1. pensavo di far ridere e invece faccio piangere. ognuno ha il talento che si merita.
    2. alla scadenza del settimo anno non si ha una formula, ma un brevetto. posso ambire alla bolla papale?
    3. vi amo tutte, nessuna esclusa

    scer dè lov

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  5. eh si...pensavi di far ridere...e invece ..mi sembrava di vedere un film! bellissimo !!!!!!!


    Alla fine del 14° anno cosa si vince?? A maggio ritiro il premio...

    mah il Peru' poi...??? accantonato per sempre??

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  6. Commovente davvero!
    Un abbraccio
    Crinico

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  7. Il viaggio a Barcellona?
    Lo ricordo benissimo, io ero quello che guidava...

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  8. L'ho letto solo ora..che meraviglia!
    L'incoscienza salva sempre la vita anche a me, a noi.

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