giovedì 7 novembre 2013

Il mare d'inverno


Amo l'assenza che riempie certi posti.
Amo il ricordo appena accennato di tempi migliori, di stagioni più assolate, di spazi più gremiti, il ricordo di qualcuno che è appena passato, non c'è più ma ha lasciato delle tracce, forse impronte sulla sabbia, ha impregnato l'aria della sua presenza non appena si è trasformata in assenza.
Amo le prospettive sbieche, i punti di fuga ciechi.






E poi amo la luce lattiginosa di certe giornate che sembra sfaldarsi in minuscole gocce di mozzarella. Amo i colori quando non sono al loro posto. Il grigio del cielo quando sostituisce il blu intenso, ammorbidendo i contorni e costringendo gli occhi a un riposo forzato.


Amo le solitudini di certi oggetti, quelli che hanno ospitato, sono stati calpestati o indossati senza tregua per un lasso di tempo lungo un click. E adesso giacciono, violentati e silenziosi, diventando la voce stessa dell'assenza.


Amo il mare d'inverno. Che è un preciso stato mentale, quasi una dichiarazione programmatica.
Vuol dire arrendersi all'evidenza del fatto che mi sento meno sola senza nessuno intorno.





Gli scatti Seascapes di Lieve Van den Bosch raccolgono questo amore e me lo rigettano in faccia con la prima marea.
Racchiudono il silenzio, l'assenza, il respiro, la meraviglia e i latticini.
Sono il mio sguardo sul mondo.


>>> Qui trovate il suo Flickr.
>>> Qui il suo blog.

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