martedì 6 novembre 2012

Prender l'arte e metterla da parte

Jeune femme au chapeau noir

Io non sono un'esperta di pittura né di storia dell'arte, non sono certo qualificata a dire come organizzare una mostra, però da profana so quando un'esposizione è fruibile con piacere o un pasticcio all'italiana.
Sono stata a Pavia, alle Scuderie del castello visconteo, dove fino al 16 dicembre potrete visitare la mostra Renoir, la vie en peinture. Wow, allora bisogna proprio andare, è qui, a pochi chilometri da casa mia. La mostra è dietro l'angolo e la fregatura pure.

Innanzitutto la fila per acquistare i biglietti, che poi però nessuno controlla, non c'è filtro all'ingresso. Si arriva in una specie di corridoio, dove un mucchio di gente è ferma a leggere notizie sull'artista, ma poi ti accorgi che quel corridoio è la mostra. Non c'è spazio per sostare davanti ai quadri e gustarsi la meraviglia di quei colori, di quella luce, di quelle pennellate, perché tra chi passa e chi si ferma a un millimetro dal quadro (ma la sicurezza se la sono dimenticata?) non c'è modo di osservare, non c'è modo di godere della bellezza. Più che per una mostra, questo spazio sembra pensato per un'esposizione/vendita di opere di un artista contemporaneo non troppo conosciuto e non troppo quotato. Invece ci hanno piazzato Renoir.
Non sto qui a fare una valutazione sulla Bellezza delle opere. A che servirebbe. Si tratta pur sempre di Renoir. L'unica cosa che voglio dire in proposito è quanto meraviglioso è il disegno fatto a pastelli (pastelli, vi rendete conto?) della giovane affacciata al palco del teatro, o quella dal cappello nero, solo per citarne due che mi hanno lasciato senza fiato nell'istante in cui il mio sguardo li ha incrociati.
In più, nonostante sul sito delle Scuderie si parli di fruizione dello spazio e dell'arte da 0 a 99 anni, i bambini non possono che venire travolti dalla marea dei visitatori, che lo spazio espositivo non aiuta ad accogliere.
Personalmente non ho visto indicazioni sulle iniziative per i bambini, il kit per disegnare il tuo paesaggio impressionista, ma di certo c'erano, da qualche parte, non si saranno certo limitati a parlarne sul sito. Comunque, niente di lontanamente paragonabile a quello che avviene nei musei esteri, dove i bambini possono sedersi davanti alle opere, in mezzo alla sala, e disegnare sui propri album, per esprimere con i propri mezzi le sensazioni che l'arte suscita. Niente di tutto ciò, e non portate passeggini, tenete i nani in braccio (dalla loro altezza la luce copre totalmente i quadri) e sperate che nessuno vi spintoni contro una delle opere, perché magari vi tocca pure pagarla.

La loge


4 commenti:

  1. Uff che tristezza questa cosa. Renoir non merita questo trattamento ma nemmeno fosse stata una mostra di un artista minore. Proprio ieri invece leggevo di questa bellissima iniziativa. Dovrebbero farla in tutti i musei italiani...
    http://www.artkids.it/

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    1. Bello! proprio quello a cui mi riferivo e ampiamente diffuso all'estero.

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  2. Mmm... Non so che dire... Per me é solo incompetenza e menefreghismo... Nessuno si preoccupa che nel corridoio ci vanno estimatori del genere? È che presumibilmente dovrebbero essere a loro agio?

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    1. Non so, SweetColours, una certa incompetenza c'è senza dubbio, ma io temo che derivi dal fatto di considerare sempre e comunque la cultura (che sia arte o altro) come qualcosa di elitario, per pochi privilegiati, magari con un po' di puzza sotto il naso. Invece la cultura è di tutti, la bellezza è di tutti. E condividerla con il maggior numero di persone dovrebbe essere la "missione" di chi ha la fortuna di avercela tra le mani. Per non parlare poi della necessità imperativa di educare i bambini alla bellezza, al senso estetico, che così profondamente influisce anche sul senso etico. Senza tutto ciò, il futuro è un luogo buio. Speriamo, ma soprattutto, se possiamo, facciamo qualcosa.

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