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venerdì 11 aprile 2014

La casa della poesia di Sara Trofa

Non capita spesso che qualcuno scriva una poesia per te.

Quando succede bisogna conservarla come un bene prezioso, perché la poesia sgorga direttamente dalle nostre viscere, è vomitata dai nostri intestini e dalle nostre budella. Appartiene anche ala sfera dell'anima, certo, ma trova la sua origine più profonda nella parte di noi che tendiamo a occultare, quella che consideriamo impresentabile, rozza e volgare. Viene poi filtrata dal nostro cuore e impreziosita dalla nostra anima. Ma la sua casa è lì sotto e non dobbiamo dimenticarlo.

Per questo chi scrive poesie non esibisce solo delle belle parole ma strappa inconsapevolmente un pezzettino di sé.

Sara Trofa ci ha donato una poesia.
Avevamo già parlato di lei e del suo progetto-giardino SEMIDISEGNITELODICO in occasione di Writers.

Ma oggi esibiamo, orgogliose, un pezzettino di lei.

© Cristina Cigognini 

lunedì 14 novembre 2011

Requiem


Sono impreparata, in sfacelo
sono accordi inesistenti quelli che rimbombano
nella mia mente.
Ma nessun rumore
nessun dolore sembra essere alla tua portata.
Riesci a sentirmi?
Ci sono e ti anniento
mentre le tue mani tremano
ancorate al mio respiro.
Sono convulsa, avulsa
da qualsiasi forma di genuinità
non mi resta che sterile ribellione
aspettarti,
aspettare di infliggerti il mio silenzio
(il tuo silenzio, la mia cecità).
Riesci a toccarmi?
Sono viva ma sterile
le mie mani si contorcono
aggrappate ai tuoi rami.

venerdì 23 settembre 2011

La magia


Ho perso la mia magia
Voglio ritrovarla
senza per questo doverla
cercare negli antri oscuri
del demone che mi possiede
voglio evitare quelle fauci
ancora una volta
voglio cadere nell'oblio
tra visi che non esistono più
mi sorridono
sconsolati
ironici
malinconici
reietti 

lunedì 20 giugno 2011

Diaologo di un'assenza

Ogni cosa a suo tempo
Quando verrà il mio?
Quando sarai pronta
L'attesa mi intorpidisce,
sento le dita raggrinzirsi
il respiro farsi fumo
Non pensare di essere sempre tu
ad avere paura
Nulla è meno reale della tua presenza
Niente è più reale della tua volontà
Non sono qui per farti la morale
né per decidere al tuo posto
Sento solo di doverti delle scuse
Per averti tradita
Per averti ingannata
Per averti violentata
Per averti raggirata
Per averti soggiogata
Per averti reso schiava

Per aver ceduto al dolore
Per aver sentito il mio cuore sfaldarsi
Per aver riso delle mie paure
e pianto della mia forza
Per aver ingoiato sangue
e sputato rospi.
Senza essere consapevole
di ogni gesto
di ogni mossa
ed essere stata
Sola

mercoledì 1 giugno 2011

Infinito

Un graffio nel cristallo
Uno squarcio nell'etere
ogni realtà nasconde in sé
le tracce di altri mondi
semi di una vita nuova
precoce
infinita
come infinite sono
le possibilità per me
di subire gioia
sopportare lamenti
creare all'infinito
fallire all'infinito
in uno sterile inseguimento
di guardia e ladri
senza nessun vero colpevole
nessuna misericordia
per i mandanti
quando il delitto
si infrange
in un gioco di specchi
che rivela
come
l'unico
colpevole
sei
Tu

martedì 17 maggio 2011

Quarto potere

Voglio inaugurare oggi una nuova sezione dedicata alle parole in libertà. Parole che non sono poesia, ma di poesia sono impregnate. Parole nate di getto, uscite grazie a un parto veloce, ma che hanno bisogno di cura e nutrimento.
Sono mie parole, rimaste chiuse a lungo e quindi sensibili alla luce, al frastuono, al caos.
Vi chiedo solo di trattarle con cura.

Essendo una giornata post elettorale, questa mi pare appropriata.



È così che inietti
bigotto terrore
in chi non riesce a distinguere
la verità dalle tue parole
viscide come lava
brucianti come tequila ghiacciata
direttamente in gola
e non puoi nemmeno vomitare

Non importa
chi pagherà questa volta
per le tue azioni
Anche oggi
potrai dormire
sonni tranquilli
mentre il tuo popolo sonnolento
si arma di silenzioso furore,
inutili parole
che non riescono a scalfire
il tuo palazzo di cristallo

Ma cosa farai quando
anche noi arriveremo
ai piani alti
magari sotto mentite spoglie
vestendo i panni dirigenziali
di chi da troppo tempo
si sporca le mani?
Cosa farai senza
i tuoi scagnozzi
a proteggerti
quando guarderai in faccia
l'angosciante martirio
del tuo quarto potere
e proverai invidia
per chi ora naviga nel fango?

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