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venerdì 21 febbraio 2014

Quando Kurt era un alieno

Quando ero adolescente ascoltavo i Nirvana.


Me le ricordo le serate a casa della mia migliore amica, a letto sotto le coperte, una cuffia per uno ad ascoltare questa musica abbagliante, la voce di Cobain che ci graffiava la pelle e ci diceva che avevamo ragione a essere incazzate, che era giusto, che anche lui dall'altra parte del mondo - anche se era solo Seattle - si sentiva così.
In realtà io ho vissuto un'adolescenza piuttosto tranquilla, ho bevuto come tutti, ho vomitato sulle scarpe del mio fidanzato che mi era venuto a recuperare al locale dove io ero uscita con altri come tutti, ho rubato la macchina dei genitori della mia amica per scorrazzare in riviera e tornare alle sette della mattina, pensando che dormissero. Come tutti. O almeno credo.

giovedì 31 ottobre 2013

Halloween in compagnia di Heavy Bone e la Storia del rock a fumetti

Lo sapete tutti che giorno è oggi.
Ma qui non troverete zucche, fantasmini di carta, streghe maliziose o qualche slime vomitoso sul pavimento.
Qui troverete un mostro, anzi IL mostro.
Signore e signori, bambini e bambine, ecco a voi Heavy Bone.

Haeavy Bone è un fantasma, ma non uno qualunque.
Heavy Bone è il cadavere del Rock'n'Roll.
Ha poco più di cinquant'anni, puzza da fare schifo e ha un look discutibile, fatto di jeans attillati e stivali.
Di mestiere uccide le rockstar e sulla coscienza ce le ha proprio tutte, da Jim a Jimi, da Janis a Kurt.


mercoledì 13 marzo 2013

Paul e Linda McCartney. Una storia d'amore

Ci sono storie d'amore che sono paradigmi, come quella che vi sto per raccontare.



Un tempo c'era Linda Eastman, figlia della Londra bene, anche se non rampolla della dinastia Eastman-Kodak come erroneamente si tende a credere. Certo, Linda fotografa, ma lo fa per passione. E per talento. Ed è proprio durante la lavorazione di un servizio fotografico sui Beatles per il libro Rock and Other Four Letter Words che, venticinquenne con alle spalle già un divorzio e una bambina, Heather, incontra Paul in un night club di Londra.
Era il 1967.

martedì 18 dicembre 2012

pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra

Il 10 dicembre 1997 ero al Teatro Carlo Felice di Genova per un concerto.
Era M'innamoravo di tutto, l'ultimo tour live di Fabrizio De André, ma io non lo sapevo ancora.
Avrei assistito a un vero miracolo, ma non lo sapevo ancora.
Da lì a un anno De André sarebbe morto, ma non lo sapevo ancora.
Da lì a due anni io avrei lasciato definitivamente la mia città, ma non lo sapevo ancora.

Adesso che so tutto, frugo tra i ricordi di quello che ero e ritrovo i suoni, gli umori, i pensieri di quella e di molte altre sere nell'arco di ventitré anni e li ritrovo custoditi in un unico volume, Fabrizio De Andrè. I concerti. Un compendio di immagini e suoni che io vi ripropongo senza alcun preziosismo, se non quello delle sue parole.


lunedì 10 dicembre 2012

Mahalia Jackson. La magia del Natale in musica.

Mahalia Jackson - May 17, 1957, Prayer Pilgrimage for Freedom in Washington, D.C.

Questo è un post natalizio, anche se dalle foto non si direbbe.
Perciò lo dichiaro all'inizio, per non creare malintesi.

Per me il Natale è negli occhi, nelle luci che accendono l'aria, nei colori intermittenti che si riflettono in sfere che hanno un sapore quasi divinatorio, mentre me ne sto seduta al buio a pensare che sì, quello che deve ancora venire sarà l'anno migliore di tutti. Perché accontentarsi è un po' come morire.
Il Natale lo sento nel palato, e lo dichiaro subito, sono una fan del pandolce genovese, quello basso con l'uvetta, e delle bollicine, ma solo quando si festeggia.
Per me il Natale è nelle orecchie, nelle canzoni che accompagnavano le mani di mio padre e mia madre nella composizione di un albero solitamente imponente, lo stesso albero che una notte decise di suicidarsi, schiantandosi al suolo soverchiato dalle aspettative di chi gli rivolgeva occhiate fiduciose, e sì, forse avevo esagerato con gli addobbi.
Senza quelle canzoni il Natale si svuota per me di ogni significato. E dire che non erano tutti capolavori quelli che si ascoltavano a casa, anzi ricordo che i brani che apprezzavo di più allora, commuovendomi fino alle lacrime, erano quelli del Piccolo Coro dell'Antoniano.
Ma c'era una donna che con la sua voce arricchiva quei momenti di una magia intensa, palpabile, un'artista che cantava col cuore, con la pancia, con gli occhi, con la fronte, con qualsiasi parte del corpo venisse attraversata e sublimata dalla Musica.
Il suo nome era Mahalia jackson.

martedì 25 settembre 2012

Dell'essere madre: ovvero della nostalgia, della Carrà e del megamix di Grease



E anche oggi faccio outing.
Essere madre è bello, dico davvero.
E' appagante, divertente e a volte anche edificante imparare a osservare il mondo da un'altezza inferiore al metro e venti, che poi è l'altezza giusta per riuscire a vedere quello che ti sta appena appena intorno, e goderne, senza perdere lo sguardo oltre la siepe, nella speranza di raggiungere un infinito che comunque sempre e per definizione ti sfugge. L'altezza ideale anche per non vedere la polvere che si accumula da millenni sopra le mensole.
Dunque, dicevamo, bello, appagante, divertente, edificante.
MA - sempre dietro un idillio si nasconde un MA - vogliamo parlare delle feste?
Quanto mi manca andare alle feste?

mercoledì 13 giugno 2012

Fenomenologia di Alanis Morissette


Ci sono dischi che sembra parlino di te e con te soltanto, sanno ciò che sei stata e addirittura quello che diventerai. Sono concentrati di ispirazione, frullati vitaminici di ribellione, aggregatori di tristezze da amori infranti o anche solo occasionali. Parlano dei tuoi errori e di come li commetterai ancora e ancora. Per il semplice fatto che sbagliare è la cosa più divertente che tu possa fare, finché lo sbaglio non porta a conseguenze irreparabili. Ti aiuta a imparare.
Per me quel disco è stato Jagged Little Pill.

martedì 15 maggio 2012

#SalTo2012: Vedere storie, immaginare mondi.

Leggere mi fa volare. ilcestodeitesori at #SalTo2012

E' passato un anno e quasi non ce ne siamo accorti. 
Appena sbarcata a Torino per il Salone del Libro l'ho capito subito. Nessun brivido, nessuna emozione, nessun fremere di lobi come quando sono sicura di trovarmi davanti a qualcosa di veramente nuovo, eccezionale, mai visto. Speciale. 
Eppure, nonostante una prima, desolante impressione, cercando con ostinazione, spulciando con curiosità e passione qualcosa sono riuscita a trovare. 

mercoledì 11 gennaio 2012

Ciao Faber

Tredici anni fa moriva Fabrizio De André, proprio come sette anni dopo morì mio padre.
Voglio ricordare oggi due anime belle e poetiche che, se si fossero incontrate, sono certa si sarebbero strette la mano con quel riserbo intelligente e gentile, si sarebbero accesi una sigaretta e avrebbero parlato del Protovangelo di Giacomo e probabilmente si sarebbero tracannati un bicchierino di whisky. Di certo si sarebbero piaciuti.
Rendo memoria a entrambi con il primo pezzo di Fabrizio che mio padre mi fece sentire in età semi adulta.
Spero che stiate bene, ovunque voi siate.


lunedì 7 novembre 2011

Gli angeli del fango


Non voglio parlare di quello che è successo, sono troppo coinvolta e non direi niente di nuovo.
Non voglio riportare e alimentare polemiche sterili e strumentali che si fano beffe di chi ha perso la vita e tutto quello che gli serviva per vivere.
Voglio raccontare una favola nella quale per una volta non ha importanza la fine, lieta o meno, ma il suo svolgimento.
Protagonista di questa favola è la gente che in queste ore sta scendendo in strada e si sta sporcando le mani. Perché ripulire le strade in questo caso ha un valore simbolico. Significa eliminare il superfluo, lo sporco, il marcio di un sistema sociale che ci vorrebbe annichiliti e annientati, e far emergere la bellezza della condivisione. Ripulire le strade significa tenere accesa la speranza che un futuro migliore arriverà perché ce lo meritiamo.

venerdì 30 settembre 2011

Dato che i REM si sono sciolti a quanto vendete i vostri ricordi?


I Rem si sono sciolti. Lo sanno tuti, ormai. Sono stati scritti fiumi di parole, litri di post, agiografie 2.0, sono stati aperti album dei ricordi dello spessore di rammenti quella volta in, cui mentre facevamo la ceretta, in sottofondo passavano Man on the moon?

martedì 27 settembre 2011

Te lo do io lo street style!

Ormai chi mi conosce lo sa. Nutro una passione demenziale per gli accessori. Quelli strani, esagerati, quelli che non vedresti mai indosso a una modella durante la fescionuìc, ma che invece vedi per le strade, indosso alla gente, che quasi ti vien voglia di fermarla e dirle, scusa ma dove hai trovato questo incredibile cappello a forma di rana?
Bene, da ieri ho scoperto che c'è chi lo fa per me. Su Madmoizelle ho trovato una sezione dedicata interamente allo street style.
Ho scelto per voi gli outfit che più mi rappresentano, non necessariamente bizzarri, ma con quel tocco grunge che mi fa sentire subito a Seattle.
E' quindi con immenso piacere che vi presento le ragazze:

La dolce Léonie: porterei il suo cappello 365 giorni all'anno anche con trenta gradi, e gli anelli, bè, ditemi che non vi piacciono questi anelli e vi tolgo il saluto!.


martedì 13 settembre 2011

5 ragazzi per me posson bastare

Non sottovalutate il post di oggi.
Potrebbe sembrarvi una facezia, ma è estremamente serio.
Perché su questi uomini ho basato il mio metro di giudizio ideale, la ricerca del fidanzato perfetto, lo standard più elevato di felicità amorosa che avrei mai potuto raggiungere qualora avessi deciso malauguratamente di formare una coppia. Dico malauguratamente perché la maggior parte delle coppie che mi vengono in mente non ha avuto una sorte felice: Sid e Nancy, Oliver e Barbara Rose, Rihanna e Chris Brown, Emma Bovary e Rodolphe Boulanger, Giulietta e Romeo, Kramer e Kramer, Carlo e Diana, Winona Ryder e Edward Mani di Forbice, perché è vero che nel film nessuno dei due muore o si fa male e che probabilmente Winona avrà organizzato delle frequenti e focose visite al castello dove Edward/Johnny ha deciso di ritirarsi, ma diciamoci la verità, non si può pensare di vivere per tutta la vita con un tizio che ti ruba il fondotinta per il trucco.
Chiarito questo, ecco qui la classifica dei 5 uomini che hanno segnato - ahimè inconsapevolmente - il mio immaginario erotico/sentimentale aprendo squarci di ribellione postadolescenziale e infettandoli con i semi di una freakkettoneria che vive ancora dentro di me malgrado le apparenze e che per fortuna è dura a morire. Con questi 5 uomini sono sicura avrei potuto trascorrere un'esistenza felice e lasciatemelo dire altrettanto feconda.

Billy Joe Armstrong, perché truccato sta meglio di me 

mercoledì 7 settembre 2011

De André spiegato ai bambini




Alla seconda ora di coda trascorsa in macchina, su una strada qualsiasi del nostro Belpaese, che fugge da una terra bagnata da un mare qualsiasi, una terra spesso fraintesa - devo dire molte volte a ragione - mi sono chiesta:

mercoledì 6 luglio 2011

Note Amarcord

Luglio sarà un mese al rallentatore. E non perché l'ho deciso io ma per sua stessa conformazione spazio-temporale. Innanzitutto il caldo rallenta ogni cosa, soprattutto i miei movimenti. Poi sono confinata in un piccolo paesino della Liguria senza alcuna possibilità di connessione se non per interposta persona. Potrei qui aprire una parentesi graffa (quella che sta più esterna di tutte, che le raccoglie, la mamma delle parentesi) su quanto la velocità della rete ci consumi, su quanto i rapporti al tempo dei social network siano annichiliti, snaturati, sviliti. Ma direi una bugia. La verità è che internet mi manca da morire e ho già avuto qualche seria crisi di astinenza. Per fortuna passo tutto il tempo a mia disposizione con il sangue del mio sangue, la mia dolcissima prole, che mi ricorda costantemente quanto l'attitudine al FARE non sia proprio innata in me a favore dell'attitudine all'INTELLIGERE. Fatto sta che mi devo dare una mossa, quindi sotto con castelli di sabbia, corse, nuotate e tuffi. Ma anche tutto questo fare è lento, ha i suoi tempi, necessita delle sua soste e soprattutto trova in se stesso la propria motivazione. Non faccio per guadagnare, per ottenere approvazione, per compiacere, perché devo. Faccio per il gusto di esserci qui ed ora. E paradossalmente non c'è niente di più ozioso.
In tutta questa lentezza ho inaugurato una sezione virtuale (o forse mentale) AMARCORD, dedicata completamente al ricordo e alla nostalgia che lo prende a braccetto.
La prima operazione AMARCORD riguarda i libri. RI.leggere un libro che mi ha segnato e che mi lasci addosso una sensazione simile a quella di quando indossi un abito vintage. Sai che è già stato usato ma pensi che questa volta vivrà una vita diversa grazie a te, non importa se migliore o peggiore. Il mio libro AMARCORD di luglio è Full of Life di John Fante. Il perché è una cosa piuttosto personale, ha a che fare con l'attesa, il vivere sospesi, le giornati in cui pur non accadendo nulla accade tutto.

giovedì 16 giugno 2011

iggy pop+foo fighters: facce da concerto


Cose che ho scoperto ieri al concerto di iggy pop:

se salti in aria a ginocchia unite avendo 35 anni + 1 potresti non tornare a casa con entrambe le giunture.

anche se iggy pop crede ancora di vivere nel 1969 ed è convinto che spaccare l'asta del microfono alla fine di un pezzo sia ancora un gesto di dirompente presa sociale, è un artista generoso e verace. In 20 anni di onorata carriera concertistica non avevo ancora visto nessuno invitare 30 persone a ballare sul palco e poi, finito il brano, invitarle a scendere gentilmente, e quelle educatamente stringergli la mano, battergli la spalla oh iggy bella lì grazie!

martedì 7 giugno 2011

Perché se Keith Richards può ancora andare in tour io non posso andare al concerto dei SOAD?


Mia madre dice che ho già superato da un pezzo l'età per andare ai concerti. Io dico che se i RS possono ancora andare in tour portandosi dietro un defibrillatore per Keith, io posso ancora bellamente pogare, sudare, strillare, farmi strappare le viscere. Che a qualcuno sembrerà solo una fatica senza senso, ma per me è vitale.
Il due giugno era la festa della Repubblica e io l'ho onorata degnamente andando al concerto dei SystemOfADown, che la critica liquida come "gruppo metal alternativo armeno". Questa mania di voler etichettare per forza qualsiasi cosa sta cominciando davvero a innervosirmi. Intanto mi manda fuori di senno la parola alternativo: alternativo a chi e a che cosa? Ogni proposta musicale, letteraria, artistica che nasca da un'ispirazione personale è alternativa a quella di qualcun altro. Alternativo al modello dominante? Prima bisogna definirlo, questo modello. Per quanto riguarda il metal invece, come spesso accade, una volta che la critica conia una definizione, questa è già bella e superata. E in questo caso da vent'anni. L'arte va avanti belli miei, mentre le vostre parole intristiscono, ingialliscono, ammuffiscono sulla carta. Il metal è roba anni Settanta e Ottanta. Già quando un genere si sviluppa in altri sottogeneri vuol dire che quella definizione non basta più a contenerlo. Trash, Black, Progressive, Hair, Death, Epic, Doom. Tutte derivazioni sfilacciate.

martedì 24 maggio 2011

Musica come vestiti

Oggi mi sono vestita di musica. Perché la musica per me non è soltanto qualche nota da ascoltare in sottofondo mentre giro il risotto, ma è carne e sangue, incendi e maree, è il cappuccio al bar, la metropolitana che prendo quasi ogni mattina. La mia giornata si veste di musica dall'inizio alla fine. Naturalmente non riesco ad ascoltare qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Ogni stato d'animo ha bisogno della sua colonna sonora. Per questo ogni giorno, come scelgo che cosa indossare, scelgo anche che musica mettermi addosso.
Questa mattina mi vesto con Anna Calvi.




giovedì 19 maggio 2011

Munari è rock?: salone del libro VI

Riserverò un post speciale per parlare di quanto idolatri Bruno Munari e di come il suo lavoro abbia aperto prospettive e riportato lo sguardo dell'adulto ad altezza bambino.
Corraini, galleria d'arte contemporanea e casa editrice, che rappresenta Munari con oltre 60 titoli, era presente al salone del libro con uno stand da perderci la testa, la vista, il tatto e sì mettiamoci pure l'olfatto. Lì davvero mi sono persa, in titoli caleidoscopici, silenziosi, illeggibili.
Fra tutti quelli che mi sarei voluta portare a casa (è per questo che son partita per la mia gita torinese con soltanto 15 euro in tasca e niente carta di credito) vi segnalo Ciccì Coccò uno dei primi e rari libri per bambini dove viene usata la fotografia.







lunedì 9 maggio 2011

Festival baby friendly

Grazie all'utilissima segnalazione di FunkyMama Chiara pensavo che un sogno si fosse tramutato in realtà.
Immaginatevi tre giorni di musica no-stop.
Immaginatevi uno dei festival più importanti d'Europa e immaginatevi sopra lo stesso palco (bè in realtà su palchi diversi ma metaforicamente lo stesso) U2, Coldplay, BB King, Paul Simon, Primal Scream, Chemical Brothers, Queens of the Stone Age, Free Floxes, Kaiser Chief, Morrissey, Paolo Nutini e sì mettiamoci anche Beyoncé.
Immaginatevi ora di poterci andare con i vostri figli, perché suddetto festival è dotato di un kidzfield, un'area in cui tutti si prodigano per rendere l'esperienza festivaliera dei vostri bambini molto Rock e assai divertente.


Immaginatevi litri e litri di fango (già perché in ogni festival che si rispetti ci dev'essere del fango, anche se si dovesse svolgere nel deserto del Gobi). E poi come farei a fare la Kate con stivaloni e shorts senza fango?Immaginatevi come avevo immaginato di passare io i prossimi 24-25-26 giugno. Al Festival di Glastonbury.
Immaginatevi adesso due sole parole: sold out. O meglio, se proprio volete essere precisi fino alla pignoleria, immaginatevi la frase completa: sold out da mesi!
Già perché purtroppo questo, leggendo frettolosamente e in fibrillazione la segnalazione di Chiara, non l'avevo messo in conto.
Comunque, essendo ormai entrata nel mood figlia dei fiori, peace and love, non ero disposta a lasciar perdere. Mi sarei trovata un altro festival baby friendly!
Quello dell'isola di Whight sembrava fare al caso mio.

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