mercoledì 13 giugno 2012
Fenomenologia di Alanis Morissette
Ci sono dischi che sembra parlino di te e con te soltanto, sanno ciò che sei stata e addirittura quello che diventerai. Sono concentrati di ispirazione, frullati vitaminici di ribellione, aggregatori di tristezze da amori infranti o anche solo occasionali. Parlano dei tuoi errori e di come li commetterai ancora e ancora. Per il semplice fatto che sbagliare è la cosa più divertente che tu possa fare, finché lo sbaglio non porta a conseguenze irreparabili. Ti aiuta a imparare.
Per me quel disco è stato Jagged Little Pill.
martedì 12 giugno 2012
Perché io il personal branding non lo so fare!
Una cosa al Mammacheblog l'ho capita.
Se vuoi che il tuo blog buchi lo schermo del pc devi fare #personalbranding.
Ecco io in quella cosa lì sono negata. Forse mi può aiutare Luigi Centenaro ma sarebbe una missione degna dell'armata Brancaleone, e la sua professionalità probabilmente ne uscirebbe perdente o quantomeno depressa.
Non ho mai trovato un modo degno per migliorare o almeno ripulire la mia immagine nella realtà figuriamoci in rete. IO sono quella che abbina colori a caso, quella per cui un noto hairstylist ha inventato il look Out of bed, peccato che su una modella ventitreene faccia leggermente più figo che su una i cui capelli non appena piove assomigliano a quelli di Kelly McGillis. E giuro, non ho la faccia di Kelly McGillis. E giuro, non ho nemmeno mai baciato Tom Cruise o un suo pallido clone.
Sono quella che inizia la dieta con un mojito, convinta che sì, tanto la menta sgonfia ed è drenante.
Io sono quella che sabato al Mammacheblog è riuscita a fare le corna alla telecamera di Donna Moderna credendo di non essere vista, o che il giorno prima del MomCamp di settembre aveva denigrato su un noto social network il prodotto che solo 24ore dopo avrebbe scoperto essere il principale sponsor della giornata.
Quindi, no io il personal branding non lo so fare.
E mi va bene così.
lunedì 11 giugno 2012
giovedì 7 giugno 2012
Let's get married
Tutto è cominciato quando ho scoperto la sezione Weddings di Etsy.
Da quel preciso istante nulla è più stato come prima.
Ore e ore a rimuginare che, sì in effetti il mio matrimonio mi è piaciuto. Che la location era quella giusta, un castello con museo etnografico annesso, che il mio vestito mi faceva assomigliare a un uccello tropicale, e che solo per il fatto che a una prima occhiata sembrava avere delle sfumature viola era dissacrante al punto giusto.
Ecco l'anello al dito invece mi sarebbe da sempre piaciuto averlo con i teschi, in modo che si mimetizzasse bene tra gli altri, che a me i gioielli, soprattutto quelli simbolici, non sono mai andati a genio. Figuriamoci quelli che gridano ai quattro venti che tu appartieni a qualcun altro. Ma che, sei scemo? Lì però mi è mancato il coraggio.
Insomma, però qualcosina mi sarebbe piaciuta farla diversa, col senno di poi.
mercoledì 6 giugno 2012
Avete conservato i vostri temini delle elementari?
C'è qualcosa di magico e prezioso nei nostri ricordi di bambini, qualcosa che sfugge alle insidie delle velleità insoddisfatte, del nostro futile interrogarci sulla direzione da prendere, della serietà con cui vogliamo dare lustro a una individualità pretenziosamente ben avviata.
In quella terra di nessuno, immacolata e candida, dove tutto è concesso, però la memoria è labile, muta forma e sostanza continuamente, i fatti realmente accaduti si smaterializzano davanti ai nostri occhi trasformandosi in Sogno o nella personalissima Mitologia della nostra infanzia.
Tuttavia esiste un luogo dove le nostre gesta di bambini si fermano, immortalate da una scrittura incerta ma audace. Un luogo dove noi possiamo finalmente ammirarle per quello che sono state, con i nostri occhi nostalgici di adulti.
Quel luogo è il Quaderno dei Temi delle Elementari.
In quella terra di nessuno, immacolata e candida, dove tutto è concesso, però la memoria è labile, muta forma e sostanza continuamente, i fatti realmente accaduti si smaterializzano davanti ai nostri occhi trasformandosi in Sogno o nella personalissima Mitologia della nostra infanzia.
Tuttavia esiste un luogo dove le nostre gesta di bambini si fermano, immortalate da una scrittura incerta ma audace. Un luogo dove noi possiamo finalmente ammirarle per quello che sono state, con i nostri occhi nostalgici di adulti.
Quel luogo è il Quaderno dei Temi delle Elementari.
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