lunedì 28 ottobre 2013

Ospitalità mobile



Mi sono imbattuta in questo progetto, che sta in mezzo tra lo street food e lo street design, portato avanti da una coppia di designer di stanza a Vienna, per ripensare e riappropriarsi in un certo senso dello spazio pubblico. Che è di tutti e di nessuno, e andrebbe quindi rispettato ancor più della nostra privata proprietà.

Chmara e Rosinke hanno pensato a Mobile Hospitality, questa cucina mobile, che si trasporta tranquillamente a mano, come i carretti dei vecchi venditori di caldarroste o simili.Una volta giunti a destinazione, i due carretti si trasformano un un piano lavoro con tanto di fornello e lavandino e in un tavolo con sedie per dieci ospiti, a rotazione. Un'opportunità per creare incontri spontanei,che uniscano l'amore per il design e per il gusto, per condividere cose buone.
Il progetto si è spostato in varie città: Dornbirn, Bregenz, Feldkirch e Vaduz, in austria e Lichtenstein, nel 2011. 
Mi chiedo, in Italia quanti permessi bisognerebbe richiedere? Si rischierebbe di essere multati/arrestati/bloccati dai vigili urbani, vigili del fuoco, la polizia? 
Voglio essere smentita. Vi prego, ditemi che l'iniziativa anche in questo Bel Paese può essere qualcosa che non va contro le regole, può essere qualcosa che non venga soffocato sul nascere da una burocrazia kafkiana! 
Se vi viene voglia di provare, Mobile Hospitatility è disponibile su ordinazione.  
La curiosità per questo progetto è nata grazie a una segnalazione sulla pagina facebook della rivista HOME.








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