giovedì 17 novembre 2011

I bambini e l'arte part two: dipingere come Picasso

Dopo aver insegnato ai bimbi a dipingere come Pollock con un'App (è semplicissimo farlo anche nella realtà, basta stendere un foglio di dimensioni diciamo abbondanti per terra, bloccarlo con dello scotch agli angoli e lungo i bordi, intingere pennelli, ma anche legnetti, spatole, cucchiai di legno nella tempera, e lasciar sgocciolare il colore sulla tela... certo per non avere brutte sorprese dovreste anche rivestire i mobili di casa con del cellophan come faceva Dexter con la sua scena del crimine, ma non si può pretendere di avere sempre tutto sotto controllo, o no?), è la volta di Pablo Picasso.


Picasso diceva: "A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino". E in effetti anche chi non lo ama particolarmente come me deve ammettere che i suoi segni semplici, stilizzati, a prima vista infantili evocano mondi fantastici e dolori struggenti, che il segno incompleto e imperfetto a volte sa essere molto più affascinante di quello compiuto.
Fate vedere allora ai vostri bambini questo video, tratto dal documentario Visit to Picasso che il regista belga Paul Haesaerts realizzò nel 1949. In uno stralcio di questo bellissimo documento visivo, in cui il regista indaga sulla natura del processo creativo del Maestro, Haesaerts chiede a Picasso di realizzare i suoi inconfondibili segni su un vetro, mentre lui si posiziona con la telecamera dall'altra parte. Quello che ne scaturisce è semplice e insieme potente, il mistero e la poesia della creazione artistica in formato Bignami.
Di sicuro più emozionante da vedere per un bambino dei Fantagenitori.
E, così dopo i mobili, anche i vostri vetri di casa saranno personalizzati. #mettiamoalbandolanoiadellecaseperfette


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