giovedì 3 novembre 2011

Sista

Sister Act

Proprio ieri parlavo dell'importanza delle differenze intese come ricchezza e non come barriera.
Questo concetto si applica ogni giorno alla vita coi bambini. 
Qualche volta tendiamo a considerare i nostri figli come una nostra emanazione, non ne accettiamo la diversità e cerchiamo di negare quelle caratteristiche che li allontanano da ciò che siamo stati o peggio da ciò che avremmo voluto essere. Quando poi i bambini in questione sono due, tre o quattro, per comodità tendiamo a considerarli come un insieme, con le stesse esigenze, gli stessi gusti e magari ciò che andava bene a uno andrà bene anche all'altro, e non sto parlando solo di vestiti.
Ma nel momento in cui si esplorano i sentimenti non si può più generalizzare.


Quando ti viene chiesto esplicitamente com'è possibile che vuoi bene a me e a Bianca allo stesso modo?, allora quelle differenze ti saltano prepotentemente agli occhi e scopri che non è vero che in una famiglia l'amore viene diviso in parti uguali, ma al contrario si moltiplica, e che quelle differenze sono la fonte e il generatore di tutto questo amore.
Al momento non sono riuscita a rispondere. Lo faccio ora.

ti voglio bene perché sei sensibile, sei generosa, perché ti preoccupi dei più deboli, perché sei insicura e hai paura del giudizio degli altri, perché hai una fantasia strabordante e ami comporre canzoni, perché sei ordinata e spesso mi rimproveri per la mia approssimatezza, perché tutte le volte mi perdoni e dici che non lo faccio apposta, che tanto sono così e non ci posso fare niente, perché hai ancora paura del buio e trovi che certe scene di Pippi Calzelunghe siano decisamente forti per i tuoi gusti, perché odi il rumore e le feste di compleanno ti mettono l'ansia, perché sai riconoscere una canzone di Bob Marley, perché parli in continuazione di tutto e di niente, perché hai occhi grandi e capelli delicati, perché ami i libri e sei scoordinata, perché mi parli di Gesù come se fosse il tuo migliore amico, perché ancora di notte ti infili nel mio letto e mi dici che non è che ho paura, ma preferisco stare tutti insieme.

ti voglio bene perché sei un uragano, sei diffidente e gli adulti non ti convincono mica tanto, perché sai già andare sul monopattino e schiacciare una palla come Mila, perché vai dritta per la tua strada senza curarti di quello che pensano gli altri, perché hai i capelli ricci e rossi, perché mangi l'insalata con l'aceto, perché quando entri all'asilo mi chiedi sempre prima un bascino, perché ascolti la stessa canzone in loop dalle 10 alle 15 volte ogni mezzora, perché sei intonata e ti piace il rock, perché non hai paura di niente e non trovi che Pippi sia poi così spaventoso, perché mentre ti addormenti mi fai le carezze, perché ridi di pancia, perché mi chiedi sempre se sono contenta, perché quando mangi sembra che sia la prima volta da settimane o forse l'ultima, perché sei ribelle e si vede già che mi darai del filoda torcere.

Sono differenze piccole e sostanziali. Sono il motivo per cui vi amo e almeno su questo non posso generalizzare.

5 commenti:

  1. Che bellissimo post pieno d'amore di mamma!

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  2. grazie elisabetta, sai com'è, quando ce vo' ce vo'...

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  3. Ho le lacrimucce... stupendo. Nella mia testa ho rivisto ogni singola situazione e non posso che amarle allo stesso modo.
    Baci

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  4. Non sono riuscita a leggere il blog ultimamente. Meno male che sto' recuperando gli arretrati, senno'casa mi sarei persa questa meraviglia :-)
    Cri

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