mercoledì 22 febbraio 2012

Guerre tra poveri


Questo post è una considerazione. Quanto può essere triste una società in cui leggere un libro è roba per pochi? Nell'antichità era così perché solo i più ricchi potevano accedere all'istruzione e l'analfabetismo dilagava. Chi non sapeva leggere, spesso avrebbe voluto poterlo fare. Oggi chi legge si deve difendere dagli attacchi di chi si vanta di non leggere. Ma io dico. Come ci si può vantare di non leggere? Non che sia obbligatorio amare la letteratura, o interessarsi di saggistica, ma perché ti devi vantare di non sapere da che parte si apre un libro? L'ostentazione snobistica di una mancanza non la trasforma in un pregio. Perché puoi anche non leggere, ma tutti sappiamo che la lettura apre la mente. Quindi anche tu, lettore accanito, non ti vantare della tua immensa cultura letteraria. Vantarsi è brutto in ogni caso.
Leggere dovrebbe educarci al rispetto, quel rispetto che deriva dalla comprensione. Questo auspico: che almeno tra i libri regni la pace.
La fantastica maglietta lassù potete trovarla, insieme ad altre dichiarazioni, sul sito di Antoni& Alison.

2 commenti:

  1. Io non posso stare senza vedere la mia pigna di libri sul comodino...e anche quando sono stanca, mi concedo qualche pagina prima di addormentarmi.
    Hai perfettamente ragione...la lettura apre la mente...e forse la vanità è l'esatto opposto!

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  2. La pila di libri sul comodino è un tocco stilistico formidabile. Perché i libri sono buoni da leggere e belli da guardare. Buona lettura per questa buona notte.

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