lunedì 3 ottobre 2011

Officina creativa o officina cretina?

Non c'è niente come una giornata di libertà per stimolare neuroni ipertrofici, sedati da una forma di cattività subdola e perversa. In un venerdì di sole che odorava di smog creativo, di catrame energizzante, di aria compressa sul punto di esplodere, io e Cristina abbiamo avuto modo di vivere. E di concepire.
Devo dire che in questo siamo state aiutate:
assaggiare l'anima della città e il suo doppio ti aiuta a focalizzare l'energia vitale



vedere una mucca in divieto di sosta ti insegna a sfruttare la creatività dell'assurdo


 entrare in contatto con la felicità dell'unicorno nutre il tuo lato infantile di nuova linfa


lasciarsi illuminare da cuori a pois che si accendono come lanterne contribuisce a diradare il sonno della ragione


farsi tentare dalle delizie di Madame Gioia è come essere sedotti dalla maga Circe senza avere alcuna Itaca a cui fare ritorno


scoprire che i cappelli e i sogni si abbeverano alla stessa fonte, quella delle stelle, ti rende una persona migliore


ricordare che zitti zitti il silenzio è d'oro ti permette di ascoltare la tua voce e di isolarla dai rumori di fondo. magari non ti stava dicendo niente di importante. magari ti stava dando il consiglio della vita.


arrivare da una nuova amica e fare quattro chiacchiere con la signora in rosso ti aiuta a pensare che forse anche tu hai una tua Itaca, e non è che ti eri persa, semplicemente ti stavi godendo il viaggio



ndr: questo è un post anticipatario, nel senso che potrebbe anticipare qualcosa, o forse è solo arrivato prima di altri post, perché si sa certi post hanno il vizio di arrivare sempre in anticipo. in ogni caso, per non sbagliare, stay tuned!

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