venerdì 7 ottobre 2011

Metroreaders: Prima settimana


Il  libro è morto! Viva il libro!
Se è vero, come si sente dire in giro, che il libro è una specie in via di estinzione e che per lui non si batte neppure il WWF, che i nostri figli non sanno più scrivere né in stampatello né tantomeno in corsivo, che fanno un uso smodato del pollice per usare smartphone e videogiochi, ma non sanno più usufruire delle altre dita per tenere in mano una penna, ecco se tutto questo è vero, io voglio le prove.
Questa nuova rubrica, che ho deciso di chiamare Metro Readers, testimonia la mia testarda e avvincente ricerca di altre forme di vita, forme di vita intelligenti che sanno usare tutte e cinque le dita per tenere in mano un libro, e che lo fanno nel contesto più disagiato, inospitale, pericoloso del nostro tessuto connettivo urbano: i mezzi pubblici.

Le mie sono testimonianze fotografiche e ci tengo a precisare che non hanno alcun valore artistico, ma solo di documentazione. Non ho voluto rendere consapevoli i protagonisti della mia ricerca per non snaturare e in qualche modo inquinare la loro modalità di fruizione di quell'oggetto misterioso. Per questo alcune immagini risulteranno mosse o sfuocate. Perché sono state rubate. Quindi abbiate pietà.
Ogni venerdì della settimana vi  mostrerò questi eroi del nostro tempo intenti nella loro attività prediletta. Il numero che vi segnalerò in fondo al collage è quello reale dei lettori che ho effettivamente incontrato durante le mie scorribande metropolitane degli ultimi sette giorni.
Per avere una chiave di lettura più chiara di questa ricerca devo specificare almeno due cose:
la prima: io non prendo i mezzi con regolarità, per cui può essere che in una settimana sia salita sulla metro o sul tram due volte, mentre la settimana dopo ci abbia viaggiato tutti i giorni.
la seconda: io non vado alla ricerca dei soggetti, sono loro che trovano me.

Ci tengo ad anticiparvi che questo progetto si inserirà poi in un contesto più ampio volto a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della lettura quotidiana al fine di evitare fastidiosi effetti collaterali quali:

il rincoglionimento giovanile in fase avanzata
l'ipertensione
l'ignoranza
il bunga-bunga
l'artrosi
l'alzheimer
l'incontinenza (verbale e fisiologica)
il bunga-bunga (meglio ripeterlo, non si sa mai)
il colesterolo

Le modalità con cui verrà effettuata questa campagna di sensibilizzazione non ve le posso ancora rivelare; vi lascio solo con queste due paroline: stickers e incursioni urbane.

Ah, un'altra cosa. Troverete le singole foto che compongono il collage anche qui, nell'apposita cartella Metro Readers.
Signore e signori, ecco a voi i Metro Readers!



omicidio e vecchi merletti

ragazza sfuocata con libro

colori moda autunno-inverno

musica e parole

libro e dita digitali

love u Eva
non ci sono più i gialli di una volta

piegata sulle parole

libro e sciarpa quasi coordinati... coool!

il libro con la valigia


Replay my book
 Se qualcuno si riconosce in queste immagini, per favore non mi denunci. Lo faccio per la scienza!

4 commenti:

  1. articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.
    La libertà di espressione e il diritto di cronaca sono ancora tutelati.
    I giornalisti durante il loro lavoro, sono autorizzati (+o-) a comunicare al pubblico eventi, situazioni o fatti che rientrano nella sfera intima e privata di una persona nel caso in cui essa desti l’interesse della collettività.
    Sei abbastanza salva, per ora...

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  2. secondo me alla seconda settimana invece mi becco una pappina, alla faccia dell'articolo 21

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  3. Bello bello bello! Sai che lo faccio anch'io? Non fotografarli, contarli! E mi trovo a sbirciare autori, a mordermi la lingua per non suggerire titoli o chiedere pareri, a vedere chi ancora legge poesia senza avere x forza l'aria da intellettuale o fumetti senza esser un under 15......
    Bella l'idea della campagna di sensibilizzazione. E bello vedere che, aldilà degli elogi funebri più volte pronunciati, il libro non e' ancora morto ;-)

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  4. Io li ho contati a posteriori... mentre scattavo ero troppo impegnata a mantenere un' aria indifferente

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