mercoledì 25 aprile 2012

Pecore nere - capitolo 14

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 Capitolo 14
Mi strinse la mano con decisione ma gentilezza, come un vero uomo. Come mi ero immaginata che uno scrittore come lui mi avrebbe stretto la mano. Mi piaceva constatare che il mio fiuto non mi tradiva. Avevo letto i suoi Appetizer e ne ero rimasta affascinata.
Racconti insoliti. Li avrei definiti più poesie in prosa, per la loro brevità e concisione. 
<<Salve>> mi disse.
<<Rossella ha letto i tuoi racconti...>>
<<Oh, bene. E che dice? Troppo corti?>>
Nella sua voce c'era una nota di rassegnazione insaporita da un pizzico di sarcasmo.
<<Li ho trovati insolitamente affascinanti.>>
Mi studiò per qualche secondo. <<Cos'è? Un eufemismo per dire per niente affascinanti? Come quando si dice che una donna ha una bellezza particolare? Per evitare di dire ciò che si pensa, cioè che è brutta?>>
Fu in quell'istante che decisi che avrei pubblicato il suo lavoro.
Il confronto con Barbato gli aveva indubbiamente dato la carica di fiducia in se stesso che gli mancava, a detta di Malatesta. Anche se non mi fido di ciò che dice Guido. 
<<Mi piacerebbe che passassi da me quando hai tempo. Per parlarne. Io pubblico principalmente poesia, ma i tuoi racconti... non so, hanno un che di poetico che si sposa perfettamente con la mia linea.>>
Quando gli lasciai il mio biglietto da visita, Nightingale annuì cortese ma evidentemente poco convinto. 
Non mi aspettavo di ricevere una sua e-mail quella sera stessa.
From: g.nigthingale@fastwebnet.it 
To: rossella.ogliari@pecoranera.com
Oggetto: racconti
Data::25/10/07 - 22.34
Gentile signora Ogliari,
mi scuso per il mio atteggiamento scostante di oggi al teatro. Avevo appena visto una persona che non incontravo da tempo e mi sono lasciato prendere dalle emozioni. Negative, purtroppo.
La ringrazio infinitamente per il suo interesse nei confronti del mio lavoro, e se la mia maleducazione non ha compromesso le sue intenzioni, sarei davvero felice di passare da lei in casa editrice domani pomeriggio, o quando lei ha un attimo di tempo.
Rinnovando le mie scuse, le porgo cordiali saluti.
Gustav Nightingale


From: rossella.ogliari@pecoranera.com
To: g.nigthingale@fastwebnet.it
Oggetto: R: racconti
Data: 25/10/07 - 23.51
Caro Gustav,
mi permetto di darti del tu, perché detesto le forme di cortesia. Anche nei miei confronti. Quindi bando ai formalismi.
Innanzitutto non preoccuparti per questa sera, ti ho visto parlare con Barbato e so che un qualsiasi confronto con quell'uomo farebbe saltare i nervi a un frate trappista. Esperienza personale.
Sono ovviamente ancora interessata ai tuoi racconti e direi che possiamo benissimo parlarne domani pomeriggio, ma sul tardi, verso le cinque. Il mio indirizzo è sul biglietto da visita. Siamo in un cortile interno. Se hai problemi a trovarci non esitare a chiamare.
Ti avverto, la mia redazione è fatta di sole donne. Non per scelta, solo per caso. Ma a volte gli autori uomini ne sono intimoriti.
A domani
Buonanotte
Rossella
Quella sera Martina provò a telefonare a Gustav almeno una decina di volte. Ma suonava a vuoto. In sottofondo The Enemy le dicevano che era una stupida. Le candele oscillavano la loro luce incerta sulle pareti, come in un cartone animato su Halloween. E Martina si aspettava che qualche forza soprannaturale la spazzasse via da quel mondo ostile, che sembrava appartenere al film di qualcun altro.
Gustav sentiva l'apparecchio squillare e rimaneva immobile sul divano. Sapeva che era Martina. Non aveva nessuna voglia di parlarle. Come poteva non fidarsi di lui? E se lei non si fidava, come poteva lui parlarle dell'appuntamento dell'indomani? Seduto sul divano, lo sguardo fisso sullo schermo della Tv e il cervello in movimento. 
Sarà mai esistito o esisterà mai per qualcuno il momento di perfetta felicità, in cui tutto è al posto giusto? 
La vita è una lunga attesa per l'onda perfetta.

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