giovedì 16 giugno 2011

Racconto tra le righe


Lei si svegliò un giorno e si rese conto di essere in trappola. La casa che le avevano disegnato era perfetta, l'uomo che l'avrebbe portata a fare un giro in barca, quel giorno, era una adone, e sebbene non si illudesse di essere esente da qualche periodo di crisi, non c'era ombra di dubbio che ci sarebbe stato un lieto fine tra loro.
Avrebbe dovuto essere felice, e allora perché non lo era?
Tutta colpa della consapevolezza. Ora, diversamente da prima, sapeva di non essere libera. Non aveva la libertà di lasciare Lui, e magari rovinarsi la vita per questo. In fondo chi avrebbe mai lasciato un uomo così? Lei sapeva bene che nella vita reale non ne esistevano molti. Sotto questo aspetto, la sua vita era un sogno.
Ma la libertà, quella no, non ce l'aveva.  Non l'aveva mai avuta. Non era libera nemmeno di fumarsi una sigaretta.
Viveva in una dimensione ridotta, ma non per questo era meno reale delle altre, almeno per lei che vi era confinata.
Nel regno della possibilità cambiava leggermente aspetto a seconda di come gli altri la percepivano, ma non era mai brutta. Mai.

E il sesso? Oh, quello era meraviglioso. Ogni volta un orgasmo multiplo. Ma non poteva non aver voglia di farlo. Nel senso che non era in grado di non aver voglia di farlo.
Avrebbe voluto essere una persona meno perfetta, perché anche i suoi difetti avevano un che di perfezione.
Lei si svegliò quel giorno e pensò di scappare.
Ma non poteva farlo.
Non da sola.
A quel punto un raggio di luna illuminò la pagina e Leser vide Lei sotto una luce diversa, per un istante di inaspettata magia.
E in un gesto irrazionale, come colta da trance, Leser iniziò a strappare con meticolosa precisione ogni pagina del libro.
Poi le appese a una a una ai rami degli alberi che portavano al bosco.
E Lei volò. Libera. Sola.
Al di là della carta.

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