lunedì 21 maggio 2012

Un giorno di pioggia meritata e un alfabeto che farà miracoli

La meglio gioventù
Ho letto da qualche parte che questo lunedì di ritorno dall'inferno è uno di quei giorni in cui è giusto che piova. Un sole di quasi estate sarebbe troppo sfacciato, troppo arrogante e luminoso per una giornata che invece deve mostrare tutte le sue ombre. Il sole tornerà mercoledì, così dicono, ma per poco. Come a sottolineare che ce ne dobbiamo stare al buio a riflettere. Non tanto sulle colpe dell'umanità, che quella è roba troppo seria. Ma sulle responsabilità personali, su tutte quelle volte che ci siamo arresi quando non avremmo dovuto, che abbiamo girato la testa dall'altra parte, perché tanto è così che va, lo sanno tutti. Su tutte quelle volte  che non abbiamo ascoltato, o abbiamo ascoltato senza capire. Accettare il fatto di avere una piccola parte di responsabilità sarebbe già un buon inizio per sperare di rivedere il sole.
Per esorcizzare la brutalità, per isolare l'arroganza di una violenza cieca e per questo debole servono grandi gesti e grandi eroi. Ma anche piccoli passi nella direzione giusta, quella della consapevolezza, della cultura, del rifiuto perentorio e costante dell'ignoranza e della massificazione. 

Non mi stancherò mai di dirlo: bisogna cominciare da subito, perché il futuro ce lo abbiamo in mano noi ogni volta che apriamo un libro per leggerlo a un bambino. Quel bambino sarà un giorno un adulto che avrà imparato a leggere il mondo con prospettive nuove, avrà imparato a non adeguarsi e spero anche a lottare. Come Julia che a soli 14 anni ha rifiutato gli stereotipi di una comunicazione che impone una bellezza aggressiva, perfetta, brutale. E a quell'età non è facile ammettere candidamente di non volere vedere ragazze ritoccate sul suo magazine preferito, perché quelle "non siamo noi". Sono pronta a scommettere che Julia ha letto un bel po' quando era piccola.
Quindi scusatemi se insisto e vi parlo ancora di libri, ma penso che se possiamo fare qualcosa per migliorare il nostro modo di stare al mondo, dobbiamo partire dalle basi. Sì insomma dall'ABC.


Qui le lettere sono nascoste nei quadri, bisogna fare un po' di fatica per trovarle e soprattutto abituare l'occhio a decodificare quei dettagli di bellezza che nell'insieme rendono immortale un'opera d'arte. Saper indagare e allo stesso tempo riuscire a vedere il Bello nel suo insieme non è cosa da poco e può essere uno strumento utile in un futuro che della bellezza sembra aver fatto volentieri a meno.






Nel libro illustrato da Sonia Delaunay invece le lettere emergono prepotenti e futuriste. Vanno ad accompagnare filastrocche della tradizione popolare e inondano il passato con i colori e il dinamismo della modernità. Per trovare il coraggio di andare avanti. Perché restare indietro significa essersi arresi. E arrendersi è un po' come morire.







2 commenti:

  1. Never give up
    Speriamo che riusciremo tutti a fare davvero qualcosa in più

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    Risposte
    1. secondo me è necessario mettersi di buzzo buono, rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare dal basso.

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