lunedì 4 aprile 2011

Il Salice e la Bambina


La Bambina si fermò vicino al Salice e lo interrogò:
- Perché tutti gli altri alberi hanno rami forti e robusti che si innalzano verso il cielo, mentre i tuoi sono leggeri e sottili e cadono giù come grosse lacrime? Forse perché sei triste e ti senti solo?

Il Salice non rispose, ma proprio in quel momento si sollevò una brezza leggera e i suoi eterei tentacoli accarezzarono il viso della bambina.

Poi, dopo un lungo silenzio, il Salice parlò:

- Tu hai ragione. Il cielo così azzurro, con le sue nuvole veloci e il suo sole brillante, è bello e maestoso, ed è normale volergli appartenere. Ma, per quanto si sforzi, nessun albero riuscirà mai a toccarlo con i suoi rami. Io, al contrario, con le mie fronde che si muovono leggere, posso sentire la terra, toccare l'erba umida di rugiada, accarezzare le gambe nude di un bambino, posso offrire riparo a chi si si vuole riposare, o un nascondiglio a chi non vuole essere trovato. Posso essere vivo, come voi. Vedi, Bambina, i miei rami non sono lacrime, ma pioggia, fertile, di vita.

La Bambina fu felice che il Salice non si sentisse solo.


Ma per esserne davvero sicura, da quel momento in poi non lasciò passare nemmeno un giorno senza sedersi sotto le sue fronde.



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