martedì 31 maggio 2011

Riflessioni dalla Città Liberata. E adesso?


Un uomo normale, pacato, che parla come Paperoga ha fatto il miracolo. Ha radunato consensi e folle, ha riconsegnato una città ai suoi abitanti, ha smosso animi e distribuito fiducia a pacchi, ha fatto credere realmente nella possibilità di un cambiamento.

Chiariamo subito una cosa. Non è stato tutto merito suo.
Intanto ha goduto del favore metereologico. Diciamocelo, quell'arcobaleno spuntato in piazza Duomo come un'epifania aveva tutta l'aria di essere un segnale divino, sembrava voler dire: vai Giuliano, gli dei dell'Olimpo sono con te, liberaci dalla forza oscura della gorgone e del satiro malefico.
Inoltre non bisogna dimenticare che Giuliano è arrivato in un momento in cui la gente era davvero allo stremo, in cui si sarebbe affidata a chiunque, anche a Superpippo, per traghettare il proprio Paese verso un futuro più dignitoso. Il merito è stato anche e soprattutto del popolo di Internet, dei ragazzi di Madrid, del rinascimento arabo, di tutte quelle persone che - per carità, con le debite differenze e distinzioni - ci hanno dimostrato che non è possibile un cambiamento che non parta dal basso, che la piazza può ancora qualcosa, che al di là di ogni demagogia c'è l'indignazione, che OLTRE la politica c'è la gente (caro Bersani non ti ho ancora perdonato quegli slogan cimiteriali).

Un uomo senza qualità ha fatto per Milano quello che in vent'anni nessuno era riuscito a fare.
Non si dimentichi però che la sua vittoria la deve alla piazza.
E che la piazza da oggi sarà lì a battere cassa.

Photo credits: Micol Beltramini

2 commenti:

  1. Belle parole, ma non sono del tutto d'accordo sul fatto che "la piazza", stremata da quello che avviene nel nostro paese ormai da troppo tempo, avrebbe fatto cadere il potere costituito anche se al posto di Pisapia ci fosse stato che so, un Boeri a caso.
    Massimo rispetto per Boeri, che si è comportatao, a primarie perse, come nessuno prima aveva fatto, ma al fianco di Pisapia si sono schierate folle di giovani milanesi, legati anche agli ambienti della solidarietà cattolica (e non solo) che non ci sarebbero state, o comunque non così numerose e compatte, se al duello elettorale si fosse presentato - appunto - il buon Boeri.
    Concordo sull'importanza della piazza, delle stremo del paese e degli errori del centrodestra (a aggiungo anche della pochezza di questa amministrazione, sotto gli occhi di ogni milanese...) nella vittoria di Pisapia, non sul fatto che si sarebbe vinto lo stesso.
    Assolutamente no. La figura persobnale di Pisapia, con quello che rappresenta come uomo, è stata assolutamente fondamentale.
    Ettore

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  2. La tua analisi è sicuramente più accurata della mia. Non volevo tuttavia sminuire l'importanza e la dignità del buon Giuliano, volevo solo sottolineare garbatamente quanto ne avessimo pieni i cosiddetti, e di come Pisapia abbia potuto ANCHE beneficiare di un clima di costernazione stanchezza e disgusting che solo, per dire, un paio di anni fa non era ancora arrivato al suo apice. E SONO SICURA che abbiano anche giocato a nostro favore gli accadimenti internazionali, dando a tutti noi una bella svegliata. Ma hai ragione a dire che con Boeri non sarebbe stato lo stesso. Considera però che Superpippo lo ritengo un validissimo candidato!

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