venerdì 27 maggio 2011

Bambina prematura, mamma immatura


Anch'io sono stata una mamma prematura. E ancor prima di essere prematura sono stata una mamma immatura.
Di mia figlia non avevo programmato niente. Non avevo programmato il suo concepimento, non avevo programmato il senso d'impotenza, non avevo programmato le minacce d'aborto, non la solitudine e l'inadeguatezza.
Decisamente non avevo in programma di perderla a sette mesi, non dopo che avevo passato quei mesi a chiedermi non tanto se sarei riuscita a essere una buona madre, quanto piuttosto se sarei riuscita a essere una madre. Una qualsiasi, il modello base mi andava più che bene. E adesso mi stavano dicendo che forse non avrei avuto nemmeno quello? Non credo proprio, io adesso la volevo, ne avevo il diritto!
Non avevo pronto nemmeno il nome, ma per la prima volta da quando mi conosco non ho avuto esitazioni. Lei sarebbe stata Mia, in tutti i sensi.

Di quelle ore ricordo solo sangue e lacrime; non lacrime di dolore, ma di gioia perché quella notte aveva deciso di farmi un regalo, perché da quella notte avrei avuto due mesi in più di lei. Pesava un chilo e mezzo ma aveva una forza che mi spaventava. Riusciva a strapparsi sondini dal naso e aghi dalla testa. Doveva solo mangiare, mi dicevano i dottori, nutrirsi per sopravvivere. Se supera le prossime ore ce l'avrà fatta. Per la seconda volta quel giorno non ho avuto dubbi, ed è strano perché di dubbi normalmente ne vendo un tanto al chilo.
21 giorni dopo eravamo a casa.
Ho letto più o meno ovunque che le madri premature sono più a rischio depressione delle altre. Perché i loro progetti, le loro aspettative, tutte le costruzioni mentali che una donna si fa riguardo alla nascita sono stati spazzati via da eventi che non hanno potuto controllare.
A me è successo esattamente il contrario. Non avevo aspettative, non avevo visualizzato niente, nella mia testa c'era un vuoto cosmico che addirittura rimbombava, niente, nada, rien, encefalogramma piatto. Da questo spazio vuoto, lo spazio bianco dell'attesa comelo ha poeticamente raccontato la Comencini, è partito tutto, ho potuto cominciare a scrivere da zero la nostra storia. E proprio perché mi sono stati tolti due mesi così, ex abrupto, e sono stata catapultata nella mischia senza alcun preavviso, ho avuto la fortuna di non dovermi confrontare con alcuna idealizzazione, nessun modello di riferimento, nessun archetipo irraggiungibile, e ho potuto essere solo me stessa.

Ecco qui, sono stata sia una mamma immatura che prematura, non mi sono fatta mancare niente. Immatura lo sono ancora, nel senso della sana incoscienza che supporta chi non è abituato a fare programmi. E finora mi è andata bene, credo anche di aver superato il modello base e di essere passata a un modello un tantino più evoluto, anche se non quello super accessoriato.

Questo per quanto riguarda le madri. Ma i bambini? Che mi dite dei bambini?

Dicono che i bambini prematuri siano più sensibili, perché l'esperienza della nascita per loro non è stata calda, accogliente, soffice, ma fredda e traumatica: VERO. Mia fin da piccolissima ha mostrato segni di evidente insofferenza nei confronti di luci troppo intense, rumori troppo forti e ancora adesso il caos non le piace, le feste di compleanno sono una tortura, perché con tutto quel ruimore e quella musica non riesco nemmeno a pensare... la musica alta le procura fastidio alle orecchie, che con due genitori come noi è una nemesi.

Dicono che i bambini prematuri siano restii al contatto fisico, perché non hanno avuto la possibilità di beneficiare da subito di quello importante ed esclusivo con la madre: VERO. Mia non ha mai amato essere toccata o accarezzata, e ancora adesso le coccole vanno bene però a piccole dosi.

Dicono che i bambini prematuri abbiano più paura del buio e maggiori difficoltà a dormire. VERISSIMO. Sono cinque anni che Mia non dorme una notte intera e, pur essendo indipendente e socievole, ha ancora un radicato terrore dell'abbandono.

Dicono che i bambini prematuri siano più intelligenti. Questo non sta a me dirlo, i posteri sentenzieranno. A me interessa solo che sappia pensare con la propria testa, che è merce rara di questi tempi.

Insomma ogni bambino è il modo in cui nasce, e di quella nascita si porta dietro proprio tutto, calore, morbidezza, dolore, buio, amore, paura, cicatrici. Un fardello pesante che può essere alleggerito se miscelato sapientemente con una buona dose d'amore, un pizzico di buonsenso e tanta sana improvvisazione. Perché ciò che siamo lo dobbiamo principalmente a ciò che siamo stati.

Questo post è stato ispirato dall'articolo Una mamma... prematura comparso su Bambinonaturale.it

9 commenti:

  1. Sai cosa direbbe Lucy? "Stupida mamma immatura e prematura, quando la smetterai di farmi piangere ogni volta che leggo il tuo blog? Sei una deficenteeeeee!"
    Concordo con lei e aggiungo: ti voglio bene lo stesso

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  2. io scrivo apposta per farti piangere, my dear lucy e poi lo sai che sono un po' retorica, d'altronde assomiglio a sally...
    ma ti prometto post più divertenti

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  3. Ciao Benedetta,
    ho appena condiviso su FB il tuo bel post, che mi ha emozionato.

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  4. wow. sono qui e so solo dire wow. e di solito so dire altre tre cose. magari più intelligenti. ma ora mi viene solo da dire questo. wow.

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  5. Oddio.. che meraviglia.
    Grazie (anche per le lacrime!)

    un abbraccio

    Marta

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  6. su su ragazze, asciugatevi gli occhi, ho già in mente un post sulle espressioni chiave del gergario di Arthur Fonzarelli, quello vi farà stare sicuramente meglio!
    a parte gli scherzi, grazie. di cuore.

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  7. io ho sempre pensato che le caratteristiche che hai enunciato (riferite al mio primogenito) dipendessero dal difficile nonchè preventivo "atterraggio" su questo mondo. Sono fermamente convinta che il suo scarso desiderio per le coccole che stropicciano (come le chiama lui) dipendano dal repentino distacco che abbiamo avuto nel momento in cui invece avrebbe dovuto esserci il primo contatto.
    I nostri bambini credo siano coetanei (matteo è del 2006).
    Bellissimo post...grazie!

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  8. sì anche Mia è del 2006. di gennaio. e penso sia scientificamente provato che i bimbi prematuri denotino una serie di caratteristiche peculiari della loro venuta al mondo.
    anche Mia è una primogenita. poi c'è Bianca che è del 2009, nata secondo quanto indicato nell'etichetta, anche se con cesareo.
    e tu?

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  9. 2009!!!!!!!!
    marzo.....anche lui scadenza 18 marzo...nato il 18 marzo ore 21.24 dopo....circa cinque minuti di travaglio!!! heheh ;-)

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