lunedì 9 maggio 2011

Festival baby friendly

Grazie all'utilissima segnalazione di FunkyMama Chiara pensavo che un sogno si fosse tramutato in realtà.
Immaginatevi tre giorni di musica no-stop.
Immaginatevi uno dei festival più importanti d'Europa e immaginatevi sopra lo stesso palco (bè in realtà su palchi diversi ma metaforicamente lo stesso) U2, Coldplay, BB King, Paul Simon, Primal Scream, Chemical Brothers, Queens of the Stone Age, Free Floxes, Kaiser Chief, Morrissey, Paolo Nutini e sì mettiamoci anche Beyoncé.
Immaginatevi ora di poterci andare con i vostri figli, perché suddetto festival è dotato di un kidzfield, un'area in cui tutti si prodigano per rendere l'esperienza festivaliera dei vostri bambini molto Rock e assai divertente.


Immaginatevi litri e litri di fango (già perché in ogni festival che si rispetti ci dev'essere del fango, anche se si dovesse svolgere nel deserto del Gobi). E poi come farei a fare la Kate con stivaloni e shorts senza fango?Immaginatevi come avevo immaginato di passare io i prossimi 24-25-26 giugno. Al Festival di Glastonbury.
Immaginatevi adesso due sole parole: sold out. O meglio, se proprio volete essere precisi fino alla pignoleria, immaginatevi la frase completa: sold out da mesi!
Già perché purtroppo questo, leggendo frettolosamente e in fibrillazione la segnalazione di Chiara, non l'avevo messo in conto.
Comunque, essendo ormai entrata nel mood figlia dei fiori, peace and love, non ero disposta a lasciar perdere. Mi sarei trovata un altro festival baby friendly!
Quello dell'isola di Whight sembrava fare al caso mio.


Tanto per cominciare, i biglietti c'erano e questa sembrava una questione non da poco, visti i precedenti. Secondo fatto, si tratta di un festival storico, lo dicevano anche i Dik Dik. Nato nel 1968 con i Jefferson Airplane e morto nel 1970 alla sua terza edizione con Jimi Hendrix, Doors, Who, Joni Mitchell, resuscitato nel 2003 e ancor vivo oggi con alterne fortune, il festival ha rappresentato magnificamente il movimento della controcultura della fine degli anni Sessanta, ospitandone nel 1969 anche il suo massimo vate, Bob Dylan, di bianco vestito e in quella sede di molto contestato per la sua svolta "leggera". Terzo e non ultimo motivo, anche questo festival possiede una sua kid's zone.
Tuttavia sembra davvero complicato arrivarci e tutta quella storia di dover prenotare con largo anticipo il traghetto mi aveva scoraggiato, non essendo io il tipo da largo anticipo su niente....
Quindi probabilmente ripiegherò sul nostrano Pistoia Blues Festival.

Intanto perché il 10 luglio suona Lou Reed. Poi perché mi hanno detto che lì c'è un'atmosfera davvero speciale, adatta anche ai più piccoli, e infine perché credo che tutte quelle bancarelle e quei bonghi basteranno a placare la mia sete hippie sessantottina. Certo Woodstock sarebbe stato un'altra cosa. ma in fondo in fondo io sono una ragazza a basso mantenimento.

Le fotografie dei festival di Glastonbury e dell'isola di Wight le ho rispettivamente prese qui e qui.
La foto della Kate in stivaloni e in pieno periodo dohertiano è ormai patrimonio culturale comune, essendo apparsa su ogni rivista del pianeta. La slide di Lou Reed al Pistoia Blues l'ho ripresa dal sito ufficiale del Festival.

Quindi, buon Festival a tutti!

2 commenti:

  1. Grandissima!
    eh Pistoia sia! Mentre cogito se venire anch'io con le bestie promettici un dettagliato racconto, nel caso Le Mamas fossero disperse in chissà quale zona del pianeta!
    Un sorriso

    RispondiElimina
  2. no, ma quale zona del pianeta! noi saremo lì tutti insieme a bere birra e ciondolare con la testa al ritmo di Berlin, mentre i nostri figli intrecceranno collane di fiori cantando Give peace a chance...
    altrimenti, vada per il dettagliato racconto!

    RispondiElimina

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